PADOVA – In Ricordo di Sergio Ramelli

Il 29 aprile del 1975 moriva a Milano, dopo oltre quaranta giorni di agonia, il diciannovenne militante del Fronte della Gioventù Sergio Ramelli, in seguito ad una vigliacca aggressione a colpi di chiave inglese, perpetrata sotto casa da elementi della sinistra extraparlamentare.
Erano i cosiddetti anni di piombo, in cui molti militanti di destra persero la vita e migliaia furono feriti , grazie alla selvaggia violenza di frange delinquenziali che trovavano ispirazione da ideologie aberranti, rifugio politico nell’appoggio logistico e mediatico del Pci e della Cgil, sicurezza di impunità nell’atteggiamento codardo ed imbelle del famigerato “arco costituzionale”.
In nome dell’antifascismo militante furono decretati lutti e sofferenze che non possono e non devono essere dimenticati, anche perché in molti di quei casi non si è avuta la capacità ed il coraggio di assicurare i colpevoli alla giustizia. Ricordando con commozione il sacrificio di Sergio, non possiamo non riflettere, con amarezza, che aldilà dei proclami ufficiali di invito al superamento dell’odio e delle divisioni, quelle stesse forze moralmente responsabili di quel clima plumbeo, nulla facciano ora, in pratica, per consentire quella pacificazione che sarebbe auspicabile.
I toni della commemorazione del 25 aprile, che ancora, dopo 64 anni dalla fine della guerra, rinnovano la constatazione di un’Italia quanto mai arroccata su posizioni di parte, non fanno presagire un futuro condiviso, preludio per una nazione onesta, sana, matura. I confini che ancora oggi vengono tracciati tra morti di seria A e di serie B, tra caduti per un’idea “giusta” e reietti caduti per un’idea “sbagliata”, senza rispetto per chi ha lottato e combattuto per valori “fuori moda” come onore, dignità, lealtà, non rappresentano il segno tangibile di una società moderna fondata sulla giustizia .
Se l’arroganza e l’astio di chi , nostalgicamente, sopravvive ricordando le “radiose” giornate del 1945 e la piu’ recente epopea settantiana dell’anarchia rivoluzionaria, sono espressioni della democrazia italiana, noi non saremo mai disposti a farne parte.

(Antonio Ferro – Segretario Provinciale MS-Fiamma Tricolore – Via Palladio 43 – 35100 Padova – info@fiammapadova.org – www.fiammapadova.org )