PADOVA – LA PAURA DI CAMBIARE

Nel primo autunno del 2008 la Fiamma Tricolore aveva di fatto iniziato, in netto anticipo rispetto ai farraginosi ingranaggi della macchina elettorale ufficiale, la sua campagna per le comunali da poco concluse. Lo slogan contenuto a caratteri cubitali nei manifesti giganti che avevano invaso la città si appellava chiaramente alla necessità di un cambiamento radicale dopo un lustro di amministrazione mediocre, che aveva evidenziato palesi incapacità programmatiche e realizzative in settori sostanziali del territorio, acuendo le criticità ereditate dalla pessima gestione Destro nel quinquennio 1999-2004. Come è andata a finire ormai lo sappiamo tutti. Si è certamente persa un’occasione per invertire una rotta di tendenza che ha, di fatto, impoverito Padova, confermandola provincialotto feudo di scialbi e prevedibili burocrati di partito che certamente non le faranno fare quel salto di qualità in grado di catapultarla ai vertici del nord-est. Ha prevalso quindi la paura di cambiare, la mancanza, purtroppo, anche di un riferimento carismatico che sapesse infondere quella fiducia e quell’entusiasmo necessari per affrontare una svolta. Una discutibile competizione, organizzata con superficialità ed arroganza dallo stato maggiore del centro-destra, partita con un intollerabile ritardo e tutta incentrata su battute ad effetto e promesse in Berlusconi-style, senza mai esternare quella necessaria sostanzialità su temi quanto mai prioritari, non ha convinto del tutto chi si aspettava meno cinema e più concretezza. Si sarebbe anche potuto vincere, ma la poca affidabilità di alleati opinabili e di mercenari che si sono accodati strada facendo fiutando il colpaccio, dovrebbe far riflettere chi è abituato a comprare tutto e tutti sull’abissale errore commesso, perdendo oltretutto anche quel minimo di dignità che gli era rimasta. Il gioco della politica sporca, che ha cercato, con le contrattazioni a tavolino e con le pontificazioni demagogiche, di imporre anche a Padova le regole nazionali della tracotanza e della presunzione, non ha dato gli esiti sperati, troppo prematuramente dati per scontati. Una dura lezione di cui tutti dovremo tener conto e una base dalla quale partire per costruire un’opposizione veramente forte e concreta alla nuova giunta di sinistra. Con la speranza che Zanonato, dimenticando l’asprezza dei toni di una disputa accesa e non sempre corretta, possa veramente essere il sindaco di tutti i padovani.

(Antonio Ferro – MS-Fiamma Tricolore)