PADOVA – MENS SANA IN CORPORE SANO

Una vergogna epocale, per il nostro Paese, è quella che è stata scritta ai campionati del mondo di atletica leggera conclusisi oggi a Berlino. Il medagliere degli azzurri è rimasto avvilentemente vuoto, non un bronzo, né un argento, per non parlare dell’oro, metallo sconosciuto. Gli atleti delle altre nazionali, che hanno nobilitato discipline che già nell’antica Grecia raccoglievano unanime ammirazione, hanno messo a nudo lo stato miserrimo in cui è precipitato lo sport in Italia, prono agli interessi esclusivi del calcio e dei faraonici stipendi degli straviziati protagonisti della domenica. Confidiamo che a fronte di questa indecorosa figura, che macchierà indelebilmente  la nostra storia sportiva, i vari Petrucci, presidente del Coni, Arese, presidente della Federazione di Atletica Leggera, facciano quello che la decenza imporrebbe loro: si dimettano, subito e irrevocabilmente. Ma in Italia chi sbaglia, soprattutto se vicino e intimo alle stanze del potere, non paga mai: ritroveremo questi ineffabili incompetenti ancora lì, con le loro nobili terga incollate alle loro prestigiose poltrone, mentre i nostri ragazzi continueranno a non avere palestre, piste di atletica e piscine dove formarsi fisicamente, preludio e compendio indispensabili alla crescita culturale e intellettuale di ogni persona. Ma è molto più semplice che i giovani italiani passino le loro giornate ad ammassare i cervelli davanti alla tv con grandi fratelli, mtv, fattorie e amici vari, o a esercitare i loro fisici in strenui combattimenti con hamburger e cheeseburger: è quello che richiede il politicamente corretto, è quello che la globalizzazione, e quella in salsa italiana è forse la peggiore, esige da quelli che dovranno essere i sudditi di domani. Mens sana in corpore sano: se chiedete che questo principio assoluto venga collocato ai primi posti nel programma del nostro governo, probabilmente qualche politico, a cui abbiamo affidato il nostro futuro, vi risponderà che non ne sa nulla, visto che con l’inglese (!) non se la cava un granché.

(Bruno Cesaro – MS-Fiamma Tricolore)