PADOVA – UN AUTUNNO DA BRIVIDI

“L’estate sta finendo…” recitava una famosa canzone dei Righeira, duo musicale pop imperante qualche anno fa. E per fortuna, aggiungo io, con buona pace dei fanatici del solleone, viste (e soprattutto sentite) le temperature torride registrate in questo ultimo periodo nel Bel Paese, tali da creare enormi disagi e difficoltà alla popolazione. L’autunno che ci aspetta, però, si annuncia non solo refrigerante, dal punto di vista atmosferico, dopo aver subito un’afa intollerabile, ma addirittura da brividi, considerando la situazione economica che ci troveremo a dover affrontare. Il momentaneo oblio concesso dalla pausa estiva non ha allontanato o risolto le problematiche che stanno condizionando da parecchi mesi il mercato del lavoro, provocando la chiusura a getto continuo di piccole aziende ed un uso abnorme della cassa integrazione per chi può usufruire degli ammortizzatori sociali. Senza generalizzare a livello nazionale, ma esaminando il tessuto produttivo della nostra provincia, le previsioni conducono a scenari assai preoccupanti, soprattutto per quelle ditte a carattere familiare o comunque con pochi addetti , che non potranno garantire la piena occupazione. Ciò soprattutto in virtù di una mancata liquidità, causata da una infame e colpevole stretta creditizia delle banche, tale da impedire di far fronte a fornitori e creditori e di una mancanza di competitività che ci vede obsoleti interpreti di proposte che, in molti casi, non possono reggere la concorrenza  estera di chi, in maniera sagace e previdente, ha saputo evolversi in organizzazione ed ammodernamenti tecnici, grazie ad oculati investimenti. L’assessore alle Politiche Sociali del comune di Padova, Sinigaglia, in una recente dichiarazione, ha esternato la sua apprensione in vista della presunta perdita di oltre 2000 posti di lavoro, tra Padova città e cintura urbana, nei prossimi mesi. Le soluzioni illustrate per supportare concretamente quelle famiglie che si troveranno in difficoltà, in realtà ci sembrano più degli accorgimenti a breve termine, dei palliativi, che tamponeranno la situazione senza dare un contributo reale alla sua risoluzione. E questo conferma come anche questa nuova Amministrazione comunale, sotto l’egida di Zanonato, su temi così importanti e prioritari, non abbia le capacità di allestire un programma  funzionale. In generale la situazione di una città che sul gobbone ha già irrisolti problemi di sicurezza, ambientali, di circolazione caotica ed inquinante, di gestione delle problematiche giovanili, si conferma quanto mai incline ad una fase di estrema tensione ed inquietudine, atta a suscitare legittimi timori per chi teme per il proprio futuro, ma anche ad accendere scintille sociali, terreno fertile per l’azione dei provocatori di professione. Forse, aldilà dei soliti scialbi ed ormai irritanti proclami (anche da parte della giunta provinciale, in mano al centro destra, le idee sono poche ed assai confuse) sarebbe opportuno concentrarsi su poche priorità, operando con praticità e razionalità, dimostrando volontà e un minimo di intelligenza, qualità che finora si sono viste ben poco.

(Antonio Ferro MS-Fiamma Tricolore)