PARMA – IL DIRITTO DI VETO “ASSOLVE” IL REGIME BIRMANO

Il fatto che la Cina comunista possa porre il veto a risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU contro la giunta militare birmana per la condanna di Aung San Suu Kyi, richiama l’attenzione sulla persistenza di questo arbitrario strumento di potere (quello del diritto di veto) che a 64 anni dalla conclusione della Seconda Guerra Mondiale viene esercitato dalle potenze vincitrici, anche se, a dire il vero la Cina comunista se ne avvale arbitrariamente, in quanto semmai dovrebbe essere riservato alla Cina Nazionalista (alias Taiwan), poiché fra i vincitori sedeva il generalissimo Chiang Kai-Shek e non certo Mao Tze Tung. E’ comunque singolare che le potenze che a suo tempo dichiararono di combattere per la difesa della democrazia non abbiano ancora provveduto ad abrogare il diritto di veto per esse (Russia, Cina, USA, Francia e Inghilterra) collocandosi di fatto al di sopra della legge, esentate quindi dall’obbligo di rispettare le norme più importanti della Carta dell’ONU, in barba quindi a qualsiasi voto maggioritario dell’Assemblea Generale.

(Federazione provinciale MSFT)