PILLOLE QUOTIDIANE Luca Romagnoli

PILLOLE QUOTIDIANE Luca Romagnoli

Ecco alcuni spunti che ritengo possano essere utili per il dibattito e la propaganda di questi tempi. Informerò a breve il Partito anche sui Referendum, pubblicando qui una scheda generale di informazione e riferimento: anticipo che la Fiamma darà indicazione di voto in coerenza e continuità con la sua tradizione di difesa del sociale e delle prerogative pubbliche. Intanto…

Scegli Fiamma per le amministrative! Scegli onestà e continuità!

La Fiamma ha presentato le seguenti liste per le amministrative del 15 maggio 2011. Ad oggi, 20 aprile, la situazione è quella che segue. Ricapitolo in ordine più o meno geografico e mi scuso in anticipo per eventuali errori e omissioni: TORINO (Comune, con Sindaco Fiamma), VERCELLI (Provincia, con Presidente PdL), ROVIGO (Comune, con Sindaco PdL), TRIESTE (Comune, con Sindaco PdL), MILANO (Comune, con Sindaco Fiamma, ricorso per esclusione lista causa alcune “firme doppie” presentate da lista concorrente), RIMINI (Comune con Sindaco Fiamma), MACERATA (Provincia con Presidente PdL), CATANZARO (Comune con Sindaco PdL), REGGIO CALABRIA (Comune e Provincia con Sindaco e Presidente PdL), BARLETTA (Comune con Sindaco PdL), CASSINO (Comune con Sindaco Fiamma). Inoltre ci sono liste Fiamma in diversi Comuni più piccoli: Pavullo (MO), Vetralla (VT), Terelle, Filettino (FR), Terracina (LT, lista per il momento esclusa per difetto certificati), Taurianova (RC), Siderno (RC), Girifalco (CZ) Oria (BR), Triggiano (BA).

I problemi della giustizia e le nostre proposte

È fatto noto che un procedimento civile in Italia, dura, in media 1210 giorni: ricordo il civile perché il numero dei processi è quello ovviamente più numeroso. Fatto sta che nella classifica mondiale di durata media dei processi, l’Italia segue addirittura l’Angola e la Guinea! Inoltre, l’iniqua durata dei processi è costata alla Stato, dall’introduzione della legge Pinto del 2002 ad oggi, circa 100 milioni in risarcimenti. Della lunghezza dei processi ha colpa il sistema farraginoso, l’insufficienza di logistica e strumenti (puntualmente richiamata ad ogni inaugurazione dell’anno giudiziario), ma la colpa è anche dei magistrati. Lavorano poco, rispetto ad altri funzionari pubblici, sono spesso in giro per convegni e assemblee, il loro tasso di produttività è francamente bassissimo. Tutto questo è vero, e va denunciato senza paura. Ancora la giustizia italiana non conosce la certezza della pena, come non conosce la Responsabilità civile dei giudici che votammo per referendum e poi la legge Vassalli provvide a depotenziare. Infine dalla magistratura ci si attende che persegua i reati, non che moralizzi la società: questo è compito dell’etica, che la politica in primis deve rappresentare e sostenere.

Intanto, alcune PROPOSTE SEMPLICI:

1) NOTIFICA DEGLI ATTI SOLO ALL’AVVOCATO DIFENSORE, USARE LA MAIL E LA POSTA CERTIFICATA.

2) PER L’INCOMPATIBILITÀ DI UN GIUDICE, CHE LA CASSAZIONE RILEVA SU RICHIESTA DI UNA DELLE PARTI SOLO ALLA FINE DELL’ITER, BASTEREBBE CHE IN QUALSIASI FASE DEL PROCEDIMENTO, SE SOLLEVATA L’INCOMPATIBILITÀ, LA CASSAZIONE DECIDA ENTRO UN TERMINE PREFISSATO: SE ACCERTA L’INCOMPATIBILITÀ IL PROCESSO DEVE INIZIARE DA CAPO, SE NO SI PROCEDE.

3) CHIUDERE I TANTI PICCOLI TRIBUNALI CHE HANNO OGGETTIVAMENTE POCO LAVORO

L’immigrazione clandestina

E basta con la solfa della LATITANZA EUROPEA, con la lamentela del “tradimento dello spirito di Schengen”. Noi abbiamo più volte sollevato l’opportunità di denunciare il trattato: l’ho fatto in Parlamento Europeo in diverse occasioni, trovando solo in qualche caso convergenze con pochissimi colleghi italiani. Ora, senza ripetere cose già dette sul contrasto della clandestinità e sulle politiche nazionali ed europee in materia di immigrazione, dico cosa fare nell’attuale emergenza:

1) BLOCCO NAVALE AI LIMITI DELLE ACQUE TERRITORIALI DEI PAESI NORDAFRICANI E “RIACCOMPAGNO” COATTO IMMEDIATO NELLE ACQUE TERRITORIALI DI PROVENIENZA DELLE IMBARCAZIONI.

2) UBICARE I CENTRI DI PERMANENZA E IDENTIFICAZIONE IN PROSSIMITà DEI VALICHI DI FRONTIERA CON GLI ALTRI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA.

ALLEGATO: GIUSTIZIA