PINO MANOLI, SCRIVE SUI 20 ANNI DEL MSFT

Camerati,
oggi è il 20° anniversario della nostra amata “Fiamma”, il Movimento Sociale Italiano non ha chiuso i battenti e non ha smobilitato, come molti forse si auguravano.
Certo non fu tutto “rose e fiori”, il congresso di Fiuggi del gennaio 1995 fu la prova provata del folle e disastroso progetto di Fini. Egli, con il corpo ancora caldo del povero Almirante, cominciò a dare concretezza ai suoi sogni di gloria ed al suo progressivo distacco da una base di militanti e simpatizzanti che ancora credevano ad un Movimento Sociale quale continuità Ideale con la Repubblica Sociale e dei valori del Fascismo. Il congresso di Fiuggi e la diaspora conseguente non fu di certo un fulmine a ciel sereno, ma la “naturale” conclusione di un processo di distruzione di quei valori iniziato in modo evidente nel 1991 e conclusosi nel 1994, in cui riuscì a far confluire il M.S.I. nel movimento di Alleanza Nazionale, sancito al congresso del gennaio 1995.
Ricordo perfettamente quei momenti, quelle notizie prima frammentarie ed incerte, poi chiarissime e dolorose. Una di quelle sere di quel freddo gennaio mi trovavo in un albergo di Taranto, a seguire insieme a tanti camerati del tempo, le “argomentazioni” addotte da un Fini “stranamente” onnipresente nei programmi televisivi, fino ad allora molto diffidenti nell’affidare prime serate a dirigenti missini. Le nostre facce stranite erano tagliate come lamette dai sorrisini di compatimento di alcuni presenti e da alcune battute ironiche sull’imminente abbraccio con un Berlusconi appena “sceso in campo”. Dopo poco tempo, iniziò la lunga litania di nomi di molti camerati (dirigenti e militanti) del tempo che abbandonavano per trasferirsi armi e bagagli in A.N.; alcuni di questi, in assoluta buona fede, dichiaravano apertamente la loro fiducia nel progetto finiano; più erano conosciuti più la loro scelta provocava sconcerto ed interrogativi; alcuni di noi sbattevano i pugni nel tavolo, altri piangevano di rabbia. Ricordo le facce di alcuni camerati “confluiti” in A.N. che non mancavano mai di biasimare il nostro attaccamento all’Idea; eravamo paragonati a “rottami” di un passato ormai sepolto: “..Il Duce è morto”..”Rauti è vecchio”..”basta chiamarci camerati”..ecc..Improvvisamente una luce liberista, aperta alle multinazionali e quasi sprezzante verso i ceti medi e le classi sociali più povere, illuminava i volti di chi fino a pochi mesi prima ci aveva riempito le menti con ben altre idee.
In questo clima da 8 settembre, Pino Rauti rappresentò una speranza di salvezza dell’Idea, il suo progetto politico di continuità storica fu chiaro fin da subito. Egli ebbe a dire: “Gianfranco Fini a Fiuggi non ha deviato di una virgola dalle sue idee di sempre. Costui ha solo ammesso pubblicamente quello che noi abbiamo costantemente sostenuto, ossia che il “fascismo di destra” non è fascismo, e non lo è mai stato”. Iniziò così la storia del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, il testimone passò nelle sicure mani di un Pino Rauti sempre lucido e di altissimo livello intellettuale; la “Fiamma” non si spense ed in mezzo a mille difficoltà arrivò fino a noi anche grazie all’impegno profondo e strenuo di Camerati come il nostro Segretario Regionale Settineri e del Presidente Condorelli. E’ solo da camerati come loro che tutti quanti noi abbiamo solo da imparare, apprendere il loro insegnamento che rifugge da una politica scevra da interessi materiali ed al tempo stesso unitaria, costruttiva, continua con il passato e proiettata verso un luminoso futuro.
Caro Segretario Settineri, sono certo come tu lo sei, che il nostro Movimento Sociale ci sia anche tra vent’anni ed oltre; che daremo tutto affinchè l’Idea non muoia mai ma sia sempre la più luminosa e seducente delle Idee!
Nobis!

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Giuseppe Manoli
Segretario Provinciale Catania
Movimento Sociale – Fiamma Tricolore