POTENZA – CENTRALE DEL MERCURE – UNICA VIA IL REFERENDUM

L’impianto per le biomasse del Mercure, centrale Enel, nel cuore del Pollino, e zona di frontiera calabro -lucana, che da anni mobilita decine di migliaia di cittadini, ha assunto da qualche tempo una dimensione non più localistica, ma interamente interregionale.

Le opinioni pubbliche di più comuni, lucani e calabresi, sono divise tra i due pur legittimi interessi : quelli del lavoro e l’altro della difesa dell’ambiente

E di fronte a questi temi credo che una delle vie d’uscita, al di là di quelle giudiziaria-amministrative, sia quella del coinvolgimento diretto delle popolazioni interessate.

Per porre fine al braccio di ferro tra i due fronti.

Va da sé che ogni ipotesi di produzione e di sviluppo economico necessita una sua contropartita.

E sta nella concreta operatività verificare se il gioco ne vale la candela, detto meglio se i posti di lavoro, diretti e indiretti, che ammonterebbero intorno ai 120-130, possono non essere invasivi più di tanto sull’ambiente, che ricordiamolo è particolarmente fragile e sensibile, solamente come i boschi lo sono.

Ci sono oggi tecnologie avanzate che possono permettere ( registriamo il dubbio non nella tecnologia in se, ma nella volontà concreta di essere pronti, da parte della proprietà, a sostenere adeguati sforzi finanziari, anziché pensare a risparmiare, ed è qui, infatti, che poi deve scattare un ferreo controllo), uno sviluppo eco-sostenibile, appunto.

Basti pensare che a Zurigo, ma pure in tantissime altre città europee, i rifiuti vengono smaltiti, a mezzo termo-valorizzatori, alla periferia della città, ricavandone anche energia elettrica ed in notevole quantità, senza che si sentono odori cattivi, o peggio presenza di elementi inquinanti, né in sottosuolo né nell’aria.

Basta volerlo, e sviluppo ed ambiente vanno a braccetto, nell’interesse di tutti.

Ed invece assistiamo, anche per la vicenda della centrale del Mercure ad una battaglia da “guerra santa” : o di qua o di là, senza mezze misure, secondo me sbagliando gli uni e gli altri.

Ma come dicevo sopra, credo che la soluzione debba essere quella di ricorrere al Referendum.

Molto chiaro e che deve essere poi rispettato da tutti.

Altrimenti, in cosa consisterebbe il ricorso alla volontà dei cittadini : solamente alla elezione di rappresentanti, che poi molte volte, in virtù, del libero mandato, questi possono non essere in sintonia con i loro stessi elettori ?

La forma referendaria, su determinati argomenti di importanza vitale per la vita di una comunità o di una vasta area, debba essere praticata in modo sistematico.

In Svizzera, tanto per fare un esempio, indicono ad ogni piè sospinto referendum specifici : anche per cambiare il colore dei bus di città interpellano la popolazione.

Da noi è proprio impossibile praticare una tale via ?

La neo classe dirigente regionale lucana apra da subito su questa ipotesi, che non ha alternative, soprattutto ora che il fresco governatore è di quelle zone.

19/11/2013

Leonardo Rocco TAURO

Segreteria nazionale -Fiamma Tricolore