RAVENNA – ALCOL E MINORENNI: SEGUIRE L’ESEMPIO DEL TRENTINO.

Secondo i dati ministeriali che confermano una sempre maggiore diffusione della “cultura della sballo”, oggi in Italia sono circa 900.000 gli adolescenti a rischio dipendenza da alcol e il nostro paese in Europa detiene il poco invidiabile primato della precocità dell’iniziazione all’uso di bevande alcoliche, che avviene tra gli 11 e 12 anni. Eppure giace al Senato il ddl 1444 del 12 marzo 2009, che proponeva di innalzare a 18 anni l’età minima per il consumo di alcol. Una legge che oltre a salvaguardare la salute delle generazioni future, ridurrebbe drasticamente i costi sociali conseguenti l’uso e l’abuso di alcolici, visto tra l’altro i tempi che corrono in materia di riduzione di spesa pubblica. Un nostro iscritto, vacanziere abituale di quelle terre,ci ha fatto notare che da qualche anno, prima in Trentino, poi nel confinante Alto Adige, esistono leggi provinciali che hanno innalzato la vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18, pubblicizzato in tutti i locali pubblici con cartelli ben visibili. Infatti in Trentino, la Provincia ha approvato il 3 agosto 2010 un’ordinanza in cui è proibita la vendita e somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni (18 anni), in qualsiasi luogo pubblico, dai negozi, ai bar, agriturismi sino ai rifugi alpini, con sanzioni per i trasgressori che vanno dalla sospensione dell’attività sino a multe da 500 a 5.000 euri. Da sottolineare che la sanzione può essere innalzata sino a 15.000 euri se la somministrazione avviene a prezzo ridotto rispetto il listino, come aviene nei nefasti happy-hour, poichè in quest’ultimo caso viene applicato anche il Regio Decreto del 1941 che appunto vieta la vendita a prezzi scontati degli alcolici (come peraltro sottolineato dal nostro partito varie volte). Questa tangibile misura per contrastare il disgregante fenomeno sociale del consumo di alcol tra i giovanissimi, è applicabile anche nel nostro territorio benchè la provincia di Ravenna non sia a statuto autonomo come le due sovracitate: infatti la provincia di Trento ha modificato una precedente e applicata ordinanza del comune di Milano, che poi negli anni, solo a causa delle previste pressioni delle lobby, è stata disconosciuta.

Pertanto come coalizione ravennate LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE, invitiamo sia il Presidente della provincia Claudio Casadio, sia il sindaco di Ravenna e di tutti i restanti comuni del territorio, a prendere in considerazione la proposta di innalzare il divieto di vendita e somministrazione all’età di 18 anni. Inoltre sarebbe utile e celere per esercenti e baristi onde evitare lungaggini nello svolgimento del proprio lavoro, che la provincia stessa o i comuni ravennati, presso i propri uffici mettessero a disposizione dei neomaggiorenni una carta plastificata, riconoscibile con un colore sgargiante e a spese dell’utente, da mostrare alle casse degli esercizi pubblici (bar, pub, pizzerie etc.) all’atto dell’acquisto di bevande alcolichè, cosicchè da licenziare da ogni responsabilità esercenti e i baristi ed evitare l’esibizioni dei documenti anagrafici.

Bruno Casadio, LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE Ravenna