RAVENNA – Lega Nord: ‘il cane che si morde la coda…’

Troviamo francamente ipocrita la presa di posizione del Coordinatore della Lega Nord Rudi Capucci, in merito all’iniziativa dell’Istituto Comprensivo di Bagnacavallo che in alcune classi delle scuole elementari ha in progetto l’avviamento di corsi di lingua romena, araba e dialetto romagnolo. Capucci definisce “aberrazione culturale” questa iniziativa dell’Istituto che ci pare segua un preciso cammino di integrazione sociale voluto e non ostacolato da tutti i partiti parlamentari. Se condividiamo con l’esponente leghista la forma poco ortodossa di estraniare i genitori degli alunni dal progetto scolastico escludendone un parere, riteniamo poco coerente l’esternazione di Capucci che Fiamma Tricolore bolla senza mezzi termini come ipocrita. Ricordiamo al Coordinatore “padano” della Bassa Romagna, che il Governo nazionale in cui il suo partito ricopre importanti cariche istituzionali, pochi giorni fa-il 31 gennaio- ha spalancato per l’ennesima volta le porta all’immigrazione con il via libera a 98.080 permessi di soggiorno a cittadini stranieri extracomunitari di cui 82.080 NON STAGIONALI, il tutto avvallato dal ministero dell’Interno guidato dal leghista Maroni: tutto ciò mentre nel pese ci sono centinaia di migliaia di stranieri disoccupati per non parlare di coloro “addetti” all’abusivismo commerciale. La Lega Nord è corresponsabile da anni assieme a tutto il centrodestra- come ne più ne meno la sinistra- della multiculturità e perdita di identità nazionale del paese in ogni suo luogo e forma. Ancora una volta Il tutto andrà a pesare sulle spese sociali delle regioni e delle amministrazioni locali, creando ulteriore tensione, malumore e dissenso. Nell’immaginario dei dirigenti leghisti si vorrebbe manovalanza straniera limitando al massimo i progetti sociali per l’integrazione, e relegare magari nelle ultime posizioni per l’accesso a sanità e servizi sociali gli stranieri, nonostante stiano avendo un ruolo sempre maggiore in fatto di presenze. Una posizione utopistica nonchè egoistica: sarebbe stato meglio chiudere le porte all’immigrazione anni fa quando la percentuale di cittadini stranieri arrivò al 5% della popolazione nazionale, una percentuale di immigrati che avrebbe permesso molto più facilmente l’integrazione senza devastare le casse dello Stato. Perchè invece i padani continuano ad essere favorevoli all’immigrazione regolare, per poi erigersi a paladini dell’identità nazionale, pardòn, “padana? E’ il classico esempio del cane che si morde la coda… Bruno Casadio, FIAMMA TRICOLORE-Commissario provinciale di Ravenna.