REGGIO CALABRIA – Fiamma Tricolore: ”Politica nazionale ha tradito la Calabria”

Reggio, Fiamma Tricolore: ”Politica nazionale ha tradito la Calabria”

Di seguito la nota della Fiamma Tricolore: I recenti dati sulla situazione economica e lavorativa della Calabria la dicono lunga sullo stato comatoso dell’economia calabrese che non riesce ad intravedere, a quattro anni dalloscoppio di una gravissima crisi mondiale, l’uscita da quel tunnel in cui è entrata non certo nel 2008 ma molto, moltissimo tempo prima.
In tutti questi decenni la politica non è riuscita a trovare, nonostante le tante risorse messe a disposizione dai governi che si sono succeduti dal dopoguerra ad oggi e dall’UE, alcuna soluzione lasciandoci in eredità una situazione economica addirittura peggiorata rispetto al passato. Nel frattempo, con l’evolversi dell’economia mondiale la Calabria si è sempre più allontanata dai mercati, isolata dal punto di vista geografico e dunque non più appetibile ai già pochissimi investitori.

La politica nazionale e regionale ha tradito la Calabria e i suoi giovani instaurando negli stessi una mentalità di attendismo, pessimismo e morbosa dipendenza dalla politica per la ricerca del tanto agognato posto di lavoro annullando di fatto qualsiasi capacità di iniziativa. L’esempio più recente, quello di Antonio Rappoccio, è solo uno dei tanti a testimoniare che l’unica preoccupazione della politica calabrese è stata solo quella di accaparrarsi e gestire il potere senza mettere in atto misure per il miglioramento delle condizioni economiche del territorio amministrato.

Questo quadro di insieme, comune per lo più a tutto il meridione, vede nella Calabria la regione in cui è riuscito ad insinuarsi meglio nelle abitudini e nei costumi dei suoi abitanti, soprattutto giovani, che ancora oggi nel 2012, sono all’anacronistica ricerca dell’impiego pubblico a tempo indeterminato favorito dallo sponsor di qualche politico amico.

In queste condizioni il tessuto sociale calabrese non è riuscito ad emergere e stare al passo con i tempi di un mondo che scopriva internet, il commercio globale, la concorrenza estrema. Così mentre numerosi truffatori riuscivano a impadronirsi di finanziamenti europei creando aziende e capannoni fantasma i giovani calabresi, a migliaia, hanno abbandonato la Calabria

Preso atto di tale situazione di (de)-formazione culturale è oggi più che necessario un percorso di “rieducazione” dei nostri giovani calabresi. Gli stessi, accomunati dal dramma della disoccupazione, devono imparare a fare rete tra di loro e mettersi insieme per elaborare idee nuove che possano creare vere opportunità di lavoro fornendo loro le conoscenze e le informazioni necessarie per, ad esempio, attingere ai finanziamenti europei per l’imprenditoria giovanile.

Il giovane che investe i pochi spiccioli di famiglia per aprire il millesimo bar della città, l’ennesimo spaccio di frutta e verdura senza alcun primitivo e anche rudimentale studio di mercato, gettandosi nell’improvvisazione più assoluta, non porta benessere all’economia ma finisce per depauperare preziose risorse economiche.

Occorrono dunque iniziative che diano respiro al sistema economico calabrese e che vedano la produzione di beni e servizi come protagonista dell’attività economica alla ricerca di sbocchi commerciali non solo extraregionali ma financhè continentali ed oltre!

Le istituzioni regionali e locali possono rendersi estremamente utili a tal fine fornendo servizi di orientamento e consulenza, favorendo l’incontro di idee, risorse, giovani papabili neo-imprenditori e mettendo all’uopo a disposizione figure professionali qualificate che aiutino i nostri ragazzi nelle fase di start-up e nella concreta realizzazione delle proprie idee. Il costo di tuttociò verrebbe supportato dal miglioramento del sistema economico regionale che porterebbe ad un aumento degli introiti fiscali.

Quanto abbiamo fin qui scritto è però  l’esatta strada opposta intrapresa da un Governo tecnico miope che straparla di un’inutile riforma del lavoro, (inutile se non conterrà l’immediata abolizione dei contratti di lavoro atipici) che ha dimostrato fino ad ora zero idee per il meridione e la Calabria accompagnate da strampalate idee di tassazione (financhè quella sulle bibite gassate!!). Un Governo dunque che sta facendo di tutto per deprimere l’economia e rende ancor più pesante la crisi economica in atto.

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