REGGIO CALABRIA – La Fiamma replica ad Altobruno e Pangallo

La Fiamma replica ad Altobruno e Pangallo Sabato 05 Marzo 2011 13:33 Una polemica sterile sostenuta da chi evidentemente non ha argomentazioni valide per poter rispondere a determinati quesiti politici legittimamente posti da ormai diversi giorni dal MSI-Fiamma Tricolore, e rimasti ancora senza risposte. Tanto è quanto fatto dagli esponenti del PdL Altobruno e Pangallo, dei quali disconosciamo gli incarichi politici all’interno dello stesso e ai quali rinnoviamo in questa sede la domanda posta a tutti gli amministratori, da quanto tempo non percepiscono la propria retribuzione in qualità di rappresentanti istituzionali alla Prima Circoscrizione? Da quanto tempo consiglieri, assessori, dirigenti e consulenti non percepiscono i propri emolumenti? Domanda secca e precisa che pretende una risposta altrettanto secca a precisa. Il relativismo, infatti, è proprio solo di chi fugge dal confronto dialettico e dal dibattito politico, spostando l’attenzione su altri argomenti per cercare di evadere la questione principale postagli, addirittura cercando di delegittimare un movimento, seppur piccolo, presente con dignità sul territorio da ben 16 anni in continuità con il MSI che fu di Giorgio Almirante. Alle nostre domande si è risposto esclusivamente con la volontà di querelare il nostro addetto stampa, e con un presunto e ridicolo capogiro dialettico e mediatico della Fiamma di legittimarsi agli occhi dell’elettorato. Caro sig. Altobruno, un movimento mai sfiorato da scandali o da collusioni e infiltrazioni malavitose di ogni genere, un movimento composto principalmente da giovani che vivono del proprio lavoro e dei propri studi, e che intendono il loro impegno politico esclusivamente come servizio appassionato e disinteressato per l’amata città, non ha bisogno della legittimazione né sua né di alcuno se non quella della coscienza dei soggetti che lo compongono e lo sostengono. Tra l’altro, chi apre decine di segreterie politiche e sezioni all’approssimarsi dell’evento elettorale, per poi chiuderle il giorno dopo, non siamo di certo noi ma ben altri partiti, ed anche questa è un’evidenza difficilmente confutabile. Senza considerare il fatto che la gente viene da noi per confrontarsi sui propri problemi e bisogni. Anzi, consideriamolo perché è proprio del bisogno del cittadino che vogliamo parlare e non delle coalizioni che, miei cari Altobruono e Pangallo, forse non lo sapete, ma si formano non sul rancore personale ma su progetti politici da mettere a servizio della gente. E torniamo alle questioni poste dal mio movimento, è vero che l’assessorato alle politiche sociali a causa delle difficoltà di cassa del Comune di RC stenta a sostenere l’operato delle cooperative sociali? Se non è così, e lo dimostri senza il relativismo di questi giorni fatto da chi ha inteso replicarci, chiediamo umilmente scusa. Se è così, senza mettere alla gogna nessuno, chiediamo come intende l’assessorato far fronte a questa emergenza. Esiste un piano finanziario demandato a ciò? Non vogliamo nemmeno per un momento considerare che un assessore con tanta esperienza amministrativa in questi anni non abbia preso in esame la possibilità dell’emergere di ovvie ed oggi evidenti difficoltà finanziarie, considerata anche la crisi del sistema mondiale, e abbia trincerato la propria difesa dietro la laconica frase “abbiamo aumentato la spesa per il sociale”. Sarebbe qualcosa di davvero disarmante anche per gli sbarbatelli missini! Non possiamo credere che si indugi e si aspetti che ancora una volta “papà Stato” eroghi decine di migliaia di euro, sempre pagati con le nostre tasse, sperando che nel mentre molte cooperative non abbiano già chiuso battenti! Ciò in un periodo in cui il federalismo in Italia sta diventando una realtà. Miei cari amministratori, i quali le elezioni vi hanno legittimato non un semplice scranno da occupare ma un dovere istituzionale e civile da rispettare, lo sapete che con il federalismo municipale, votato in Parlamento dai vostri esponenti di partito, l’epoca dell’assistenzialismo è finita? Un buon amministratore da oggi in poi dovrà sapere gestire le poche proprie risorse a disposizione senza aspettarsi la manna dallo Stato, cosa che anche qui, evidente, non è stata assolutamente fatta in maniera eccellente né a Reggio Calabria né in quasi tutto il Meridione, e dovrà rendere produttive le proprie attività se non si vuole chiudere i bilanci in rosso con conseguenze ancora più nefaste di quelle che stanno già vivendo i lavoratori e la comunità civile tutta. È un rischio ai quali noi reggini siamo esposti e di cui voi amministratori ne avete la responsabilità istituzionale, per questo pretendiamo a nome dei cittadini risposte precise a domande precise e non attacchi ridicoli al movimento sociale italiano.

Dott. Giorgio Arconte – membro della segreteria provinciale.

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