REGGIO CALABRIA – Non svendiamo le officine Omeca!

In questi giorni abbiamo letto da importanti quotidiani nazionali la volontà da parte del gruppo Finmeccanica di vendere l’Ansaldo Breda entro l’anno, e questa volta non sembra essere il solito rincorrersi di dichiarazioni o smentite.
L’annuncio, che arriva da Londra e arriva da parte della persona di Alessandro Pansa, direttore finanziario di Finmeccanica, alla presenza del suo amministratore delegato, Pierfrancesco Guarguagliani, ci ha lasciati decisamente sbigottiti e soprattutto atterriti. Siamo sbigottiti perché in un momento in cui il settore ferroviario è in crescita e in cui sta per partire finalmente l’alta velocità in Italia, Finmeccanica invece di investire pensa a cedere.
Per anni Finmeccanica ha dovuto coprire i pesanti deficit accumulati dall’Ansaldo Breda e ora che finalmente la società si è rimessa in sesto piuttosto che ricercare nuovi carichi di lavoro per far crescere l’azienda sul mercato, pensa quasi di sbarazzarsene. Ma se dietro tutto ciò possono esserci logiche che non capiamo, noi rimaniamo sicuramente spaventati dalle dichiarazioni di Pansa perché, oltre a considerare il contesto di crisi economica che stiamo vivendo, a oggi non si registrano probabili acquirenti. La nostra paura è che, non trovando validi acquirenti in grado di sostenere e di dare prospettive a un grosso progetto industriale come quello dell’Ansaldo Breda, il gruppo, che conta quattro stabilimenti fra Reggio Calabria-Omeca, Palermo, Napoli e Pistoia, possa smembrarsi.
Qualora questa prospettiva trovasse malaugurato riscontro nella realtà, lo stabilimento di Reggio Calabria-Omeca sarebbe con ogni probabilità abbandonato a sé stesso se non viene individuato per tempo alcun acquirente nazionale o estero. Il pericolo è reale, grosso ed evidente: stiamo parlando di circa 600 lavoratori, nonché famiglie, fra dipendenti Ansaldo Breda e le ditte esterne che lavorano internamente allo stabilimento dell’Omeca, senza considerare l’indotto di piccole aziende che ruotano intorno.
Pertanto chiediamo al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, da sempre sensibile alle questioni cittadine, e al presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, di attivarsi prontamente insieme a tutte le sigle sindacali (dalla triplice all’UGL agli autonomi più piccoli) per difendere la più grande realtà industriale calabrese, se non l’unica. Il Coordinamento regionale del MS-Fiamma Tricolore mette a disposizione i suoi militanti e i suoi mezzi per qualsiasi iniziativa a difesa dei lavoratori dell’ex-Omeca.
Occorre scongiurare che si ripeti una situazione simile a quella della Coca Cola di Pellaro: il momento economico e il nostro tessuto socio-economico non ce lo permettono!