REGIONALI 2010: UN COMMENTO DAL PIEMONTE

COORDINAMENTO REGIONALE DEL PIEMONTE

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Regionali 2010: un commento dal Piemonte Dobbiamo prendere atto di un risultato elettorale che, per noi, non può essere considerato positivo e crediamo non serva discutere di percentuali elettorali che, al momento, non sono significative. Prendiamo atto della scelta dei piemontesi e incassiamo con la consapevolezza di aver comunque fatto il nostro dovere dando, come sempre, la possibilità a chi lo riteneva opportuno di votare per noi. In ogni caso non può che farci piacere il fatto che la Bresso e il suo apparato siano finalmente stati sconfitti e ricacciati fuori dal Governo della regione. Per una corretta analisi bisogna però tener presente che, alle elezioni regionali del Piemonte, la Fiamma Tricolore – Destra Sociale era presente con il proprio simbolo solo in sei province (Alessandria, Asti, Biella, Novara, Verbania e Vercelli) pari a meno di un terzo dell’elettorato. Questa situazione si è verificata non a causa del “caos liste” o a irregolarità nella presentazione delle stesse infatti le nostre liste sono state depositate regolarmente e con tutte le carte in regola. Molto più semplicemente si tratta di una decisione che possiamo definire “fantasiosa” dell’ente preposto alla accettazione delle candidature, provvedimento che non condividiamo e al quale ci siamo ovviamente opposti. Purtroppo non possiamo fare “decreti legge” o appellarci ad altro e dobbiamo subire quanto accaduto. Ovviamente, sempre volendo analizzare il nostro risultato elettorale, bisogna tenere conto di quanto sopra con l’aggiunta del mancato “traino” della provincia di Torino dove storicamente andiamo meglio e dove avremmo avuto la maggiore visibilità. Per questo assenza forzata ci è mancata pure la possibilità delle tribune elettorali. A differenza di altri abbiamo potuto contare inoltre solo sul voto fideistico e non influenzato da promesse elettorali o da investimenti milionari. A consuntivo credo si possa affermare che la nostra campagna elettorale sia costata in totale circa 2.000 / 3.000 in tutta la regione (cioè nulla) a fronte delle centinaia di migliaia di euro spesi da molti singoli candidati dei maggiori schieramenti. Questa è la situazione che abbiamo dovuto affrontare, queste sono le armi di cui disponevamo e il risultato elettorale previsto non poteva essere migliore di uno 0,6 – 0,8 % di cui eravamo accreditati, diviso poi per 3 ecco quello che realmente abbiamo ottenuto. Possiamo pure dire che abbiamo offerto al presidente Cota la nostra disponibilità a un accordo che egli non ha voluto e che gli avrebbe consentito una vittoria meno sofferta. Abbiamo anche proposto a La Destra di formare una lista comune e anche loro non hanno accettato con il risultato che oggi siamo entrambi fuori dal Consiglio Regionale mentre potevamo, numeri alla mano, eleggere abbastanza facilmente un Consigliere. Da oggi bisogna comunque pensare a cosa fare nel breve e medio termine, senza piangersi addosso perché solo un illuso poteva pensare che le cose potessero andare meglio di come sono effettivamente andate ma anche con la consapevolezza che il panorama politico è alquanto difficile da interpretare, è in continua evoluzione e ci arrivano sovente segnali di stima par quanto rappresentiamo, per i nostri progetti e ideali che non abbiamo mai abiurato: quello che non arriva sono solamente i voti sulle schede elettorali! Sicuramente non vogliamo dare sponda al centro-sinistra o alla protesta inconcludente dei grillini. Come sempre abbiamo fatto negli ultimi anni, vediamo nel PdL l’unico interlocutore serio e credibile, vedremo se sarà possibile riprendere in futuro un dialogo interrotto non per nostra volontà. Poco ci interessano pure i teorici del “terzo polo” o di altre “invenzioni” elettorali che probabilmente in questi giorni, percorrendo pochi chilometri di comoda autostrada, passeranno le Alpi alla ricerca di un Jean o di un François che di cognome faccia Sarkozy pronto a candidarsi per le prossime elezioni presidenziali in Francia. Bisogna quindi ripartire con la consapevolezza delle nostre debolezze (economiche, di visibilità, di mezzi, ecc.) con la certezza però che non è possibile lasciare alla Lega Nord lo spazio elettorale nonchè il carico di valori, idee e progetti che è patrimonio della Destra politica italiana …….. quindi anche nostro.

Il Segretario Regionale Valerio Cignetti