Riceviamo e pubblichiamo

Carissimo Segretario,

come Lei sa, e come ho già espresso in diverse sedi, sono profondamente convinto che la Fiamma abbia bisogno di maturare. In senso propagandistico ma anche politico. Dico questo SOPRATUTTO dopo il congresso, dove ancora una volta ho visto persone che nulla hanno a che vedere con questo mondo, scagliare sedie in aria e minacciare. La Fiamma che vorrei dovrebbero essere un Movimento organico alla nuova politica, una Fiamma che sappia rapportarsi con altri partiti e che possa attualizzare le battaglie vecchie e nuove. La Fiamma che vedo è definitivamente slegata  da estremismi e si conferna artefice di nuove politiche, con le quali obbligatoriamente dobbiamo confrontarci. La nostra politica è alternativa, non rinnega le radici e i valori ma non si isola, anzi cerca il dialogo e il confronto costruttivo. Il folklore non è la sintesi della nostra attività. Abbiamo punti programmatici che sono il fiore all’occhiello del Movimento. Abbiamo giovani che propongono nuovi punti programmatici come la lotta al precariato, e questi giovani sono la base per ripartire con rinnovato spirito, verso una nuova stagione di questo Movimento. Mi ha fatto piacere sentirLa dire che i problemi della società Italiana sono assai più grandi e le sensibilità popolari assai lontani da questioni (tipo legge Mancino), che invece sembrano troppo importare a chi non si sa rapportare alla contemporaneità e alla vera socialità dell’azione politica. Dobbiamo e possiamo invece dare risposte per gli esodati, i precari, disoccupati, pensionati che muoiono di fame. Dobbiamo sapere rispondere al problema del ridimensionamento dei consigli comunali, alla scomparsa e alla riforma degli enti locali, allo spopolamento dei territori periferici e al perdita dei servizi nelle piccole città. Questa è la Fiamma che mi piace molto e di cui ha bisogno l’Italia. Sempre in alto i cuori. (Lettera firmata)


Luca Romagnoli