Riceviamo e pubblichiamo – Dall’estero un italiano. da: A.P.

Cari amici Forse questa è una dei tanti emails che ricevete o avrete ricevuto da italiani residenti all’estero. Ma vi ho dovuto scrivere Mi chiamo A. P. italiano, nato a UDine, 37 anni, laureato in filosfia, agente commerciale estero che da circa 10 anni sta cercando di vendere made in italy nonostante i cinesi, nonostante le nostre fabbriche siano state obbligate a emigrare verso est dove la repressione fiscale è minore, nonostante una classe politica oziosa passiva scandalistica attenta più alla ……….. che alle reali necessità di un intero paese. Fiero di essere italiano, ho militato nel Fronte della Gioventù di Udine quando Alemanno era presidente quando Fini era ancora un bambino ai primi passi e cercava di scrollarsi di dosso l’ombre di Almirante e il tradizionalismo di RAuti. ERa il MSI un movimento di opposizione e funzionava. ERa bello. E l’ITalia la mia Italia era bella con suoni e odori italiani. REcentemente ho preso un treno da Udine a Firenze una babele di lingue incomprensibile, gutturali e grottesche mi riempivano l’udito e nessuno parlava la lingua più bella del mondo. Io ero lo straniero nella mia patria, io dovevo abbassare lo sguardo di fronte a kenioti africani e cinesi perchè solo e isolato. La mia Italia costruita con sangue e sudore da generazioni di italiani e adesso in mano regalata a s….. disperati che non hanno potuto risolvere i problemi ed i contrari della loro terra. Basta ! Dobbiamo reagire! DEvo reagire! Ho avuto la fortuna di vedere per 10 anni l’Italia da fuori e vederne le debolezze e capire dove dobbiamo migliorare e cosa dobbiamo fare per resuscitare ed essere l’universo splendido che eravamo cercando di essere moderni attenti allo sviluppo senza retrocedere nella oscurità e nella oppressione. DEvo ritornare, una forza me lo impone qualcosa me lo dice. Ê il momento giusto. Il malcoltento della popolazione italiana è al suo punto ideale e il peggio deve ancora venire dal punto di vista economico. REndiamo impossibile la vita agli stranieri indocumentati e disperati che vedono il nostro paese come una oasi di speranza e che rimanga oasi. Non permettiamo che i nostri impresari approfittino della loro miseria sottopagandoli e così non pagando i nostri fratelli italiani. Agiamo affinche le imprese non siano dominate da questa esagerate pressione fiscale e che le spese del quirinale si riducano de facto e non de iure. AMIAMO LA NOSTRA PATRIA, per non lasciare conti in banca ma la memoria di essere italiani!!!!!!!!!!! dal suo esilio A Plos Vorrei ritornare in Italia adesso vi scrivo dal PErù. Mi piacerebbe essere protagonista e lavorare con voi per questo grande cambio. Ho delle idee dei progetti e vorrei confrontarle con voi. Ma agiamo. Non rimaniamo inerti. Che la storia, e non la paura o il conformismo, sia il giudice dei nostri atti. da: A.P.