Risposta dell’On. Romagnoli alla signora Rosanna P., per i problemi della pastorizia

Cara Signorina Rosanna, anche qui nel Lazio la situazione degli allevatori è grave e sconfortante. Con troppa facilità la Lega e altri Partiti hanno fatto facile demagogia circa le responsabilità dell’unione Europea quanto al sistema delle “quote latte”, che come noto stabilisce limiti di produzione nazionale e quindi aziendali, onde evitare l’abbattimento dei prezzi e, in teoria, riequilibrare situazioni produttive e di costi nell’intero settore lattiero caseario delle Nazioni UE. Ma, premettevo appunto, le “colpe dell’Unione”, sono esaltate dall’interesse di coprire, mascherare, in qualche modo il regime, tipico dei “cartelli” anticoncorrenza (per non dire mafiosi), degli industriali della distribuzione e trasformazione, che di fatti con differenze ridicole acquistano latte di ovino o vaccino a prezzi ridicoli dall’estremo Nord al sud d’Italia, realizzando “profitti di scala” sul plusvalore assolutamente da primato. Bravi, peccato che come al solito sono solo in pochi a godere di tutto ciò: coop e grande industria. Con Ignazio Etzi, nostro dirigente del cagliaritano, allevatore (che spesso si è battuto e batte contro la sperequazione tra quanto pagato al produttore e quanto guadagnato dall’industria in modo assolutamente speculatorio e senza alcun serio intervento ne ministeriale ne regionale), si è più volte discusso delle possibili soluzioni, che non possono essere le semplici proteste. Io ho proposto e propongo che gli allevatori “facciano cartello”, stabilendo di non vendere all’industria al di sotto di una quota concordata Regione per Regione, e poi vigilino impedendo a latte di “altra provenienza” (se del caso anche a qualche “krumiro”) di rifornire l’industria. riuscirà mai una simile azione corporativa? Purtroppo ho i miei dubbi. Resta il fatto scandaloso di associazioni, sindacati e istituzioni, politici, che solo a chiacchiere sostengono gli allevatori. Almeno questi ultimi evitassero di pagare tessere, quote associative e votare per chi li prende in giro da anni. Almeno trovassero la forza per questo. Come da decenni tante altre categorie nazionali avrebbero dovuto trovare stessa forza per difendere la dignità del lavoro e dell’esistenza. Avrebbero, appunto ho scritto. Posso solo aggiungere il mio “in bocca ai lupi”. Luca Romagnoli ————————————————– Lettera della signora Rosanna P.27 aprile alle ore 22.29 grazie per l’amicizia,,ho problemi con linvio dei messaggi,riscrivo.mi è stato consigliato il suo nominativo ,io lavoro nella pastorizia un settore molto in crisi ma che nessuno menziona minimamente se non per cercare fondi comunitari e statali,ma a noi non arriva nulla a malapena si sopravive con un latte a 0’60 iva compresa,io faccio di tutto per tenere viva la voce ,ma non ho molti aiuti ne conoscenze,il mio intento è far sentire ai mas media cio che i giornali non parla cioè il latte,chi non è del settore dagli articoli percepisce che siamo i bamboccioni della regione e non mi sta bene,la realtà quell asi deve vedere e non essere solo un mezzo,se lei in qualche modo mi potesse aiutare o consoigliarmi la ringrazio già da ora,,le mando il link del mio gruppo,un modo per sentirci vicino in tutta la sardegna con le sue realtà,, abbiamo un clima di rassegnazione tra allevatori, ormai si hanno perso speranze ed entusiasmo per i sacrifici di una vità,,,, scusi il disturbo,, buonaserata 🙂 AGRICOLTURA E IL SUO FUTURO LA CRISI DEL LATTE OVINO,BOVINO E CAPRINO ,SI A QUESTO GRUPPO è NATO DA SEMPLICI ALLEVATORI,STUFI DEL CONTINUO MENEFREGHISMO DELLE ISTITUZIONI ,VUOL FAR SI CHE I MASS MEDIA E NON ,VENGANO A CONOSCIENZA DEL CALVARIO CHE STA AFFRONTANDO L AGRICOL…