Rom, Sarkozy, politici italiani, legge Mancino

Rom, Sarkozy, politici italiani, legge Mancino La “notizia” che tiene banco in questi giorni è l’espulsione dei Rom dal territorio francese. I politici nostrani hanno salutato il provvedimento del presidente francese con entusiasmo. Per farsi un’idea dell’euforia che ha accompagnato i nostri politicanti dalla vicenda in questione, riporto a seguire l’articolo pubblicato il 17 settembre 2010 IL SOLE 24 ORE – La Lega Nord sposa senza riserve il giro di vite e la linea del massimo rigore nei confronti dei “gitanes” decisi dalla Francia. Un “invito a nozze” per il leader del Carroccio Umberto Bossi, che non si limita ad appoggiare la crociata del presidente francese, ma la giustifica, nella convinzione che i rom abbiano una “propensione al furto” molto più alta della media e che occorra così intervenire per ragioni di ordine pubblico. «Sì, Sarkozy sta facendo bene sulle espulsioni», sostiene Bossi. «La maggior parte dei furti – sottolinea il senatur – li fanno i rom. Certo non sono il demonio, però, per la gente che lavora, torna a casa e la trova buttata per aria, non è molto allegro». In casa Lega dunque, e non era molto difficile prevederlo, c’è completa sintonia con il presidente francese e con Silvio Berlusconi, per l’appoggio dato all’Eliseo dal presidente del Consiglio italiano (che a Bruxelles, però, ha parzialmente corretto il tiro). Non è solo Bossi a intervenire a sostegno di Nicolas Sarkozy, ma anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni, per il quale, il presidente francese ha agito bene. «Non c’è stata nessuna deportazione o espatrio di massa, come strumentalmente qualcuno ha affermato» (il commissario europeo Viviane Reding, che ha mandato su tutte le furie Parigi), ha detto Maroni. Per il ministro, la Francia ha adottato semplicemente «una politica di rigore, che applica pienamente le direttive Ue, la 38/2004 e i Trattati». Il governo francese ha fatto qualcosa di «assolutamente legittimo per garantire la sicurezza dei cittadini, praticando una politica di rimpatri volontari, incentivandoli. Nessuno espelle nessuno», assicura Maroni. «Abbiamo fatto e facciamo lo stesso anche noi», aggiunge, spiegando che bisognerebbe integrare la direttiva, prevedendo sanzioni che attualmente mancano». In Italia, comunque, «non c’è più un’emergenza rom, perché la situazione è stata gestita e governata». Anche tra gli ex An c’è apprezzamento per la politica francese. «In Francia è finita l’epoca del permissivismo», avverte il ministro della Difesa Ignazio La Russa, annunciando che anche l’Italia «senza copiare pedissequamente sta studiando dei metodi per contrastare non i rom ma gli atti illegali commessi da alcuni di loro». Tra gli stessi finiani, nonostante la battaglia per l’accoglienza e l’integrazione, con il voto agli immigrati residenti, sia uno dei cavalli di battaglia di Gianfranco Fini, c’è chi plaude all’iniziativa di Sarkozy. Andrea Ronchi, ministro per le politiche comunitarie, (unico ministro in quota al gruppo finiano di Fli) sostiene che l’Europa deve «uscire dal torpore», e se la prende con i sindaci di sinistra: «Sono quelli che con maggior forza chiedono gli sgombri dei campi rom». L’opposizione, al contrario, attacca Bossi. «Sì, è vero, risulta anche a me che i rom sono ladri. Nel mio paese quando arrivavano si chiudevano le porte, ma non venivano mai trattati male. Bossi invece di prendersela con loro, si occupi di altri ladroni ai quali sono state aperte autostrade con norme approvate in Parlamento», ironizza Pier Luigi Bersani. Per il segretario del Pd «è una vergogna che una piccola minoranza di nomadi che girano in Europa da mille anni non possa trovare una sistemazione in campi civili». Un giudizio superficiale ci porterebbe ad una lapidaria conclusione: “le solite sterili quanto retoriche ed incoerenti strumentalizzazioni”! Infatti Lega Nord e Pdl all’unisono hanno firmato il Trattato di Lisbona, con la quale ratifica è stata posta una pietra tombale sulla nostra sovranità nazionale e con essa l’obbligo di accettare incondizionatamente l’immigrazione! Ma una più attenda lettura evidenzia come le affermazioni degli italici politici, riportate dall’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore, violino palesemente il codice penale, per la precisione la legge 205 meglio conosciuta come legge Mancino! Dove sono finite le schiere di coraggiosi Pubblici Ministeri, sempre ligi e solerti a fare rispettare le leggi della Repubblica Liberal Capitalista – Comunista italiana? Sono ancora in vacanza o magari resi ciechi e sordi dall’improvvisa diffusione combinata dei virus del glaucoma e della parotite (spero che non lo legga OMS, sennò corriamo il rischio che prenda sul serio l’ironica ipotesi)? Forse la spiegazione più prossima alla realtà e che gli “aborti sessantottini” sono dei vigliacchi senza onore, forti con i deboli, deboli con i forti! Quanti uomini liberi, che non accettano dogmi relativisti, a causa di affermazioni più tenue, peraltro riscontrabili dall’evidenza ed oggettività dei fatti sono stati trascinati in aule di tribunali da super Pubblici Ministeri, per violazione della liberticida ed anticostituzionale legge Mancino? Per fortuna la giustizia non è di questo mondo….. ma è anche vero che bisogna dare al Cesare quel che è di Cesare! Sul finire di questo scritto mi ridonda nella mente la strofa di una canzone degli Amici del Vento: “….E torneremo Europa… lo promettiamo a te. Europa torneremo uniti per te Han fatto leggi e imbrogli per chiuderci la bocca, dei nostri nomi il muro del carcere ribocca. Ma mille volte mille il canto si udirà di chi stasera canta la sua libertà”.

Emilio Giuliana.