ROMA – A pensar male, si indovina sempre.

A PENSAR MALE, SI INDOVINA SEMPRE di DEMARCO GIOVANNI Dallo scorso aprile, il Ministero dell’Interno ha sospeso la fornitura in modalità download dei dati relativi ai bilanci dei comuni e delle province italiani, disponibili fino ad allora sul sito del ministero stesso!.se è vero che i dati possono essere scaricati, ma occorre di fatto prendere i quadri di bilancio per ogni singolo comune o provincia e poi, riaggregarli insieme cio comporta di fatto per tutti coloro che vogliano fare analisi comparate sulla finanza degli enti locali italiani (ricercatori, funzionari e politici locali, semplici cittadini), uno spreco di tempo enorme, e tale spesso da rendere il lavoro semplicemente impossibile. A meno che non si abbia qualche “santo in paradiso”, nel caso concreto un qualche funzionario amico al ministero, che per pura cortesia si scarica di persona i dati e poi te li spedisce. Il ministero, ovviamente, non ha offerto alcuna spiegazione per l’interruzione del servizio; si è inizialmente pensato a qualche problema tecnico, ma ormai sono passati sei mesi e neppure il più incapace dei tecnici avrebbe potuto metterci tanto. Da notare che esistono viceversa imprese private, che a pagamento, offrono banche dati complete e che risultano al momento molto gettonate. Se a pensar male spesso ci si indovina, io penso a male ritenendo sospetta la anomale scomparsa dei dati suddetti, e la convergenza tra una riforma federale pasticciata e ancora da capire. Ma se uno degli obiettivi della riforma federale, come evidenziato nella Relazione sul Federalismo Fiscale pubblicata il 30 giugno 2010 è proprio quello di “assicurare il completo scambio di informazioni e la piena trasparenza nel monitoraggio di azioni e risultati”, cosa aspetta il ministero a rendere trasparenti i dati dei bilanci delle amministrazioni periferiche, rendendo trasparente e facile proprio l’accesso universale al dato, senza il quale non c’è né monitoraggio né critica razionale possibile. GIOVANNI DEMARCO