ROMA – Battaglie, presenza e consenso che non dobbiamo lasciare agli altri.

Battaglie, presenza e consenso che non dobbiamo lasciare agli altri. Alcuni mesi fa avevo proposto di impegnare i militanti in un’attività di monitoraggio del territorio e denuncia pubblica delle tante storture ed ingiustizie che avvengono in Italia. Un’ iniziativa “economica”, realizzabile con scatti fotografici (anche con telefono cellulare) e breve descrizione del luogo, del fatto, delle motivazioni, da organizzare facilmente e pubblicare nell’ambito del nostro sito nazionale (in effetti tuttora e presente nel sito il link “ingiustizie sociali”), o attraverso un apposito sito Internet. Avevo realizzato anche un paio di esempi romani (pittori di strada e sottopassi di Porta Pia) con l’aiuto della Prof.ssa Pannelli. Detto fatto? Manco per niente. Sul Corriere della Sera di qualche tempo fa apprendo che il fotografo Oliviero Toscani -con la benedizione del mondo della cultura oggi, probabilmente con generose sovvenzioni private e non domani-, ha realizzato un sito Internet che raccoglie e pubblica analogo tipo di denunce (in particolare riguardanti il paesaggio urbano e non), che chiunque potra’ inviare. All’inizio di luglio, sul litorale romano, erano affissi annunci che invitavano a fotografare, e così censire, le buche stradali e quindi formalizzare la protesta al Comune. Esempi piccoli del disagio e dell’insoddisfazione pubblica, ma anche esempi dell’importanza e del consenso che raccoglie chi ha capacita e coraggio di denuncia dei tanti diversi “disordini sociali” della nostra Italia. Proprio a noi “movimentisti del sociale” non dovrebbe sfuggire, come piu’ volte ho suggerito, l’occasione di vigilare, documentare e “denunciare”: questo rende onore ad uno dei nostri scopi associativi e crea pubblicita’ e consenso, magari locale. Visto che all’informazione nazionale non accediamo, almeno non perdiamo l’occasione della visibilità locale. Ci sono battaglie politiche che talvolta assurgono all’urgenza del “pericolo per la nostra cultura e civiltà”. Ritengo che con l’inizio dell’anno politico (settembre) il Partito dovrebbe organizzare una raccolta firme e manifestazioni in proposito, per una “civiltà televisiva nazionale”. Intendiamoci; non per la vexata quaestio sulla faziosità e (a noi), impermeabilità del servizio pubblico televisivo, ma sull’assenza di seri organi di vigilanza e garanzia (e perche no, censura), sui contenuti antisociali, diseducativi, abberranti, ai limiti della pornografia “pret a-portaire”. Ne parlerò al prossimo CC del Partito. Discutevamo con Lamberto Iacobelli di un altro problema sociale sul quale il Partito dovrebbe impegnarsi (siamo partiti dall’osservare lo sconcio del televoto): un’iniziativa di legge che preveda Sim telefoniche dedicate, meglio, esclusive per i minori. Questo servirebbe a proteggerli dai tanti mali della nostra SOCIETA’: dalla pedofilia e pornografia allo sfruttamento diretto e indiretto di telefoniche e altre consimili societ commerciali. Da bambino la maestra mi insegnava quanto cattivo era stato il fascismo ad imporre la censura sulla stampa. Formalmente era così, oggi formalmente non e così. Di fatto c’è un sistema più semplice: non se ne parla proprio. Opuure avviene che uno o più giornali martellano per mesi contro qualcuno, con argomenti da trivio o con forzature, talvolta anche con verità “meglio confezionate”. E’ accaduto e accade da anni a Berlusconi; sta accadendo ad altri, a suoi avversari di oggi: non mi e’ mai piaciuto, e continuo a pensare che usare i media in questo modo sia incivile, semplicemente piccino e tuttosommato inutile se non addirittura dannoso. In Peru ci sono radici e diritti da difendere ed un parroco da sostenere (anche se fosse cattocomunista), perché si batte contro l’esproprio della terra (piu spesso boscaglia amazzonica), scientifico e antinazionale, che il governo vuole realizzare ai danni degli Indios, per favorire le solite speculazioni delle multinazionali. Sostenere il missionario passionista padre Bartolini, anche semplicemente con un aiuto economico simbolico e raccogliendo firme (magari attraverso una petizione elettronica), a sostegno di una ” lettera sollecito” da inviare al ministero degli Esteri affinché si interessi delle garanzie legali per il cittadino italiano (non e’ che ci si deve attivare solo per turisti avventurosi, marinai della solidarietà internazionalista, o altri connazionali, che all’estero cercano di combinare quello che in Italia non hanno il coraggio di fare), mi sembra una piccola goccia di impegno costruttivo, a fronte della melliflua e retorica propaganda antiglobalista. Luca Romagnoli Seg. Nazionale.