ROMA – CAMERIERI DEGLI AMERICANI

ROMA – Camerieri degli americani La manovra finanziaria “studiata” da Giulio Tremonti e proposta dal governo Berlusconi, ora al vaglio del Quirinale, raccoglie critiche di diversa matrice, a partire dalle parti sociali fino al mondo della produzione. Se infatti sindacati e centro-sinistra biasimano la scure che si è abbattuta, soprattutto, sugli stipendi del comparto pubblico e sulle pensioni, con l’ innalzamento dell’età pensionabile per vecchiaia a 66 anni, il Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, lamenta la mancanza di provvedimenti per le “riforme strutturali” e lo sviluppo economico, anche se lo stesso Capo del Governo si è affrettato a citare in proposito il primo capitolo della manovra stessa sulla “competitività economica e sostenibilità finanziaria”. Occorrerà esaminare in dettaglio i 54 articoli della legge nella sua versione definitiva, per esprimere un giudizio esaustivo, ma è certo fin da ora che i nostri governanti hanno colpevolmente taciuto o raccontato bugie sullo stato dei conti pubblici fino a pochi mesi fa, quando paventavano di non ritenere necessaria una “manovra correttiva”. Del resto la logica di un certo colonialismo suggeriva di far così: tacere finché possibile e non fare intervenire gli stati membri della UE in soccorso di quelli in difficoltà, per farli indebitare ancora di più nei confronti delle banche d’oltre oceano. Poi la crisi greca è esplosa perentoriamente in tutta la sua gravità, con la riduzione del giudizio teleguidato delle società internazionali di “rating” sui titoli del paese ellenico a livello di “spazzatura”, rischiando di risucchiare in tale baratro altri paesi a rischio, quali appunto Spagna, Portogallo e anche l’Italia; così l’Eurogruppo è intervenuto in ritardo, volutamente e imponendo sacrifici a tutti gli stati membri della UE. Sembra pure che il governo greco voglia promuovere azione legale contro i banchieri americani per chiedere il risarcimento dei danni: si sa già come andrà a finire, ma comunque il fatto in se la dice lunga. Tornando alla manovra del bel paese, questa contiene tagli alla spesa pubblica, per riacquisire credibilità sui mercati internazionali, ma senza incidere sullo strapotere di banche e assicurazioni, riducendo di un misero 5% gli stipendi dorati di ministri, sottosegretari e alti funzionari dello stato, colpendo indiscriminatamente i dipendenti pubblici (basti pensare ai modesti stipendi dei docenti scolastici e universitari, in un comparto dell’istruzione già penalizzato gravemente da drastiche riduzioni di organico a partire dal prossimo settembre). La riduzione delle erogazioni pubbliche verso le Regioni e gli Enti Locali, inoltre, andranno a ritorcersi su tutti i cittadini, con aumenti già annunciati di ICI, addizionali IRPEF e altri balzelli, come nel caso della Capitale con la ventilata ipotesi dell’introduzione di una nuova tassa per i turisti, di pedaggi autostradali sul G.R.A. e sulla Roma-Fiumicino, indebolendo un settore del Turismo che andrebbe invece incentivato, per farne volano dell’economia nazionale, in paese che vanta testimonianze storico-artistiche, coste, montagne e attrazioni naturali come nessun’altro al mondo. Le Province, le tante Comunità ed Enti superflui però non si toccano, perché secondo Bossi, e non solo lui, non vanno intaccati tanti carrozzoni clientelari, fonte di poltrone per parassiti, incapaci e nullafacenti, nonché, ovviamente e soprattutto, di voti. Pensassero gli amministratori locali, piuttosto, a non sperperare inutilmente risorse in fesserie: a titolo di esempio, il Sindaco di Roma Alemanno, nello scorso mese di aprile, ha dovuto chiedere il “permesso” (così hanno riportato gli organi di stampa) all’Arch. Richard Meier per modificare, e solo in parte, l’antiestetica e costosa teca dell’Ara Pacis Augustae. Chissà adesso quanti altri bei dollari saranno dati all'”archistar” U.S.A. per tale consulenza, naturalmente a spese dei cittadini romani anziché, come meriterebbe, un bel calcio nel sedere! Quante altre “opere” di Renzo Piano, Calatrava, o altre “nuvola” di Fucsas, stele di Pomodoro, “riposo” all’EUR (peraltro orrende in quel contesto architettonico) saremo costretti a vedere, mortificando peraltro le professionalità nostrane che certo non mancano, prima che si cominci a far qualcosa per i cittadini romani dopo oltre due anni dall’insediamento della nuova giunta, come ad esempio il rifacimento della tante sedi stradali ammalorate e disseminate di buche dal centro alla periferia, causa di quotidiani numerosi incidenti con danni a persone e mezzi?

29 maggio 2010

(Roberto Bevilacqua)

www.robertobevilacqua.it