ROMA – COMMERCIO CINESE, TERSIGNI (FT): “ORA BASTA, ESPORTIAMO A CASA LORO I NOSTRI PRODOTTI”

Commercio cinese, Tersigni (FT): “Ora basta, esportiamo a casa loro i nostri prodotti” Mercoledì 09 Giugno 2010 13:59 (L’UNICO) – “Ancora una volta il commercio cinese è stato consegnato alla cronaca per un misfatto che andrà a inficiare sulla salute di tanti nostri concittadini: sequestrate dalle Forze dell’Ordine migliaia di confezioni di pomodoro realizzato con prodotti non di qualità e finito nei piatti di molti di noi, tratti in inganno da false credenziali apposte sui barattoli, come c’è da constatare amaramente quando si parla di “made in China”, commenta Stefano Tersigni, segretario federale di Roma della Fiamma Tricolore. “Tutto ciò solo per rispettare le etichette del libero mercato e della globalizzazione, che sembrano stare più a cuore della stessa salute degli Italiani a chi ci governa, a tutti i livelli. Noi – prosegue Tersigni – vorremmo che questo libero mercato fosse declassato dalla posizione di dogma incontestabile sul quale si trova e che in futuro la si smettesse di tollerare di tutto e di più da oltre i nostri confini nazionali, fregandosene anche, qualora servisse, delle direttive che provengono da chi non sa nulla dei nostri problemi, trovandosi a migliaia di chilometri dall’Italia in un “non si sa dove” di questa fantomatica Unione Europea, per non parlare poi del Wto. Abbiamo così deciso, di fronte al continuo immobilismo delle istituzioni, di prendere noi l’iniziativa e di fare in modo che sia il prodotto italiano, nello specifico quello laziale, il “made in Italy” di qualità, a essere rilanciato attraverso un desk Sino-Europeo. Andiamo noi da loro e “realizziamo i loro sogni con le nostre eccellenze”, come si legge nella locandina della tavola rotonda organizzata per il 23 giugno presso l’Hotel Senato di Roma. In quell’occasione, presenzieranno anche diversi esponenti di altri partiti e del mondo dell’imprenditoria – precisa Tersigni – oltre all’On. Luca Romagnoli e cercheremo di porre delle basi concrete per un nuovo corso economico che porti la nostra Italia alla ribalta internazionale, per evitare di subire passivamente la colonizzazione straniera. Di sicuro – conclude – i Cinesi beneficeranno della qualità dei nostri prodotti e difficilmente potranno lamentarsi, a differenza nostra davanti ai loro “copia e incolla”. (L’UNICO)