ROMA – DENUNCIA IL SISTEMA DEGLI APPALTI E DELLE ESTERNALIZZAZIONI: LICENZIATA

Rosa Grazia Arcifa, funzionaria dell’Agenzia delle entrate, ha denunciato sul suo blog presunti sprechi, inefficienze e ingiustizie del sistema fiscale italiano. Per tali motivi è stata licenziata in tronco dopo 27 anni di servizio, durante i quali non aveva mai ricevuto rilievi di sorta. Rosa Grazia ha detto tra l’altro che “la responsabilità dell’inefficienza è da addebitare agli sprechi determinati dal sistema degli appalti e delle esternalizzazioni”, che “le continue riforme in materia fiscale, come per la giustizia, invece di accelerare i tempi e far pagare le tasse ai veri evasori, paradossalmente gliele evitano”, che “nel 2002 denunciai degli illeciti amministrativi-contabili, con tanto di prove documentate, che avvenivano nell’Ufficio dove prestavo servizio: nel giro di alcuni mesi venni trasferita per la famosa incompatibilità ambientale”, che “mi è capitato di discutere in giudizio casi identici: ebbene, la stessa sezione della Commissione Tributaria Provinciale o Regionale, ha pronunciato sentenze completamente opposte. Ho anche notato durante la discussione che alcuni giudici tributari non ascoltano e leggono il giornale, anche perché disconoscono proprio la materia tributaria, però hanno le sentenze pronte”. Come è evidente e chiaro si tratta di critiche assai generiche che tutti i giornali riportano quotidianamente sulle questioni tributarie e che molti cittadini sostengono nei sondaggi di opinione. Eppure Rosa Grazia è stata licenziata per aver recato “danni irreparabili” all’immagine dell’Agenzia delle Entrate. Abbiamo tutti il dovere di difenderla e di difendere tutti i lavoratori non omertosi che denunciano comportamenti di mancata diligenza, se non illeciti, della pubblica amministrazione! Il Ministro Brunetta dovrebbe essere contento e dare una medaglia a chi cerca di far funzionare a dovere il settore pubblico, specie in un campo delicato come quello della giustizia fiscale. Vedremo cosa risponderà, poiché ho fatto presentare un’interrogazione parlamentare (è la n. 4/06574) a lui e al Ministro Tremonti, dato il contenuto.

(Bruno Berardi – mob. 329/5340474)