ROMA – Forma e sostanza di una giustizia che vogliamo giusta.

Forma e sostanza di una giustizia che vogliamo giusta.
La condanna nei confronti di Berlusconi non può diventare punto centrale 
del dibattito politico,andandosi a sostituire ai problemi più seri che 
stanno spingendo il Popolo Italiano sull'orlo di quel  precipizio che 
ormai segna fortemente i confini della nostra Nazione.
Cosa diversa e opportuna è delimitare la vicenda  nell'ambito della  
giustizia che noi da anni vorremmo giusta , senza subire  influenze o 
condizionamenti ne personali ne tantomeno temporali .
È inaccettabile il concetto di condanna "esemplare" che viene confezionata 
per punire uno stile di vita o reprimere movimenti insorgenti o antagonisti, 
o peggio ancora legare la durezza della sentenza a situazioni contingenti e 
subordinarla alla spinta emotiva del momento.
L'esempio lo si da con l'applicazione della certezza della pena e non 
altalenando giudizi in base allo spessore o notorietà dell'imputato o 
alle statistiche dei reati in corso.
L'imputato Berlusconi va giudicato come un chiunque signor Silvio, 
i testimoni vanno recepiti in quanto tali e non giudicati "credibili" 
in base a ciò che dichiarano e non per ciò che si vorrebbe che fosse dichiarato.
Credo che questa sentenza sia l'esplicita affermazione che la legge non 
è nella sua forma e nella sua sostanza uguale per tutti.
Lamberto Iacobelli