ROMA – Governo forte, ma uno Stato Debole.

Il governo, ottenendo la fiducia nei due rami del parlamento, ha ieri dimostrato la sua potenza, più che sua del suo Leader, e di compenso dimostrato quanto le opposizioni, ideologiche o di interessi, siano quanto mai poco organizzate, poco decise e soprattutto assolutamente senza un fine o progettualità comune. Ma ieri lo spettacolo che le tv hanno dato, riferendomi ai passaggi parlamentari e alle votazioni, è stato solo una parte, la meno preoccupante del nostro Stato. Le dimostrazioni e i tumulti di piazza, i disordini e lo stato di guerriglia che ieri la capitale ha vissuto sono il vero dato preoccupante della giornata di ieri. Centinai di feriti, tra Forze dell’ordine e dimostranti (l’ordine non è casuale), centinaia di migliaia di euro di danni, tra mezzi pubblici distrutti, attività private saccheggiate e cassonetti dei rifiuti incendiati da provocatori, che dimostravano contro. Contro chi, si saranno chiesti in molti? Contro e basta, credo sia la risposta giusta. Non credo infatti che chi dimostrava ieri erano i ricercatori ai quali, forse, la riforma dell’università produrrà danni! No non credo siano stati ricercatori. I ricercatori seppur disobbedienti, e incazzati, non avrebbero avuto ragione a mettersi i caschi o mascherarsi per non farsi riconoscere. Conosciuta a tutti, è la matrice sinistra dei professionisti della violenza che trovano la loro dimora nei peggiori centri sociali delle città italiane. Centri che di sociale ha poco! E’ mancato ieri nelle strade della capitale uno Stato forte. Uno stato che impedisse che quella gentaccia compiesse quegli atti visti in televisione. Sono mancate a mio avviso le cariche della polizia, che rendessero libere le piazze da questa gentaccia che di pacifico hanno poco e che certo non erano i ricercatori o gli studenti che tutti vogliono far credere che siano. È mancato uno Stato che difendesse a spada tratta un militare della guardia di finanza che aggredito da un branco cercava solo di difendere il possesso della sua arma di servizio, stringendola nel proprio pugno. È mancata la forma mentis di quello Stato che nelle strade, cosi come in altri luoghi pubblici deve, e dico deve, far valere le proprie ragioni e far rispettare le proprie leggi. Ieri il governo ha vinto, lo Stato no! GIOVANNI DEMARCO