ROMA – LEGGE FINANZIARIA, LE PROMESSE NON MANTENUTE.

Legge finanziaria, le promesse non mantenute. Doveva essere il governo amico, invece per le forze armate e di polizia si sta concretizzando come il governo delle promesse non mantenute. Con la nuova manovra finanziaria, che sembra guardare esclusivamente gli interessi del partito di Bossi, a farne le spese sarà, oltre al resto, anche il comparto difesa e sicurezza. Infatti a fronte di un aumentato impegno del personale in territorio nazionale ed internazionale si gravano questi settori di ulteriori sacrifici, nonostante già nei mesi scorsi i sindacati di polizia e gli organi di rappresentanza ne dassero l’allarme. Annualmente infatti,dall’ultimo governo dell’era Prodi ad oggi, gli uomini e le donne in divisa hanno sempre visto erodere le proprie risorse finanziarie a scapito della efficienza professionale. Un governo che ha preferito puntare e finanziare in maniera puramente demagogica sulle ronde, preferisce tagliare i fondi di operatività delle forze armate, di riprendersi i fondi già stanziati per il riordino delle carriere e per la specificità del comparto. Senza parlare che tra le tanto decantate riforme, ancora non trova posto la riforma della rappresentanza militare, da noi auspicata da diverso tempo. Tutto questo si tradurrà fra qualche mese in un ridotto impiego di personale nelle nostre città, quindi nella riduzione della sicurezza percepita e reale. Anche in considerazione della fase economica che il Paese sta attraversando, basterebbe reperire le risorse necessarie dal famoso Fondo Unico di Giustizia e da una percentuale dello scudo fiscale, come anche dallo stesso governo annunciato, ma mai tradotto in realtà. Auspico quindi, in occasione della formulazione della nuova finanziaria, un maggior impegno alla lotta alla evasione, un minor spreco di risorse per le ronde e un maggior impegno per quella componente del pubblico impiego, spesso additato quale componente “di peso” e non come componente umana impegnata in Italia e all’estero, per rispondere a doveri istituzionali e per garantire sicurezza interna ed esterna con grandi sacrifici personali che spesso, come già visto in passato, corrispondono al sacrificio estremo. Giovanni Demarco Resp. Naz. Affari Difesa