ROMA – MANOVRA FINANZIARIA

La nuova manovra finanziaria, che prevede tagli, restrizioni e sacrifici per tutti i cittadini, colpisce in modo cruento il pubblico impiego e, in particolare, il Comparto Difesa e Sicurezza. Comparto al quale il governo, smentendo se stesso, “mette le mani” nelle tasche del personale interessato. Inoltre si colpisce in maniera ignobile alcuni settori delicati dei due dicasteri, i precari dello Stato, in quanto le categorie meno rappresentate, e quindi meno tutelate. Ecco i numeri da salasso della manovra a danno del comparto difesa. – Congelamento del trattamento economico complessivo e anche del trattamento accessorio dei singoli dipendenti, tra i quali il trasferimento per gli anni 2011, 2012 e 2013 che non potrà essere superiore a quello avuto nel 2010. – Sospensione dei rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012, rimane solo la vacanza contrattuale; da osservare che il contratto per il personale del comparto difesa e sicurezza è scaduto da diversi anni. – Riduzione dall’anno 2011 degli enti e e del personale che attualmente fruisce di indennità di campagna x fino al 30%; ciò significa che il 30% in meno del personale sarà “operativo”, ovvero svolgerà attività addestrativa tale da poter essere impiegato nei teatri esteri. Con conseguente riduzione della efficienza operativa delle truppe. Laddove si continuerà invece a impiegare il personale allo stesso modo in cui esso è impiegato adesso, questo verrà di fatto sottopagato. – “Esproprio” delle somme allocate per il riordino delle carriere sino al 2010 (art. 9 comma 29), quasi 800 milioni di euro che vengono tolti al comparto difesa-sicurezza; questa cifra era stata accantonata in prospettiva di una nuova legiferazione riguardante il riordino delle carriere. – Riconoscimento solo legale e non economico per le promozioni dal 2011 al 2013, quindi il personale avrà incarichi diversi e più importanti, ma non retribuito. Inoltre i tagli che il Ministero della Difesa sarà costretto ad apportare, si ripercuoteranno inevitabilmente sulla condizione dei numerosi precari delle forze armate che dopo anni di servizio saranno costretti a tornare a casa, da disoccupati, nonostante siano professionisti nella maggior parte dei casi impiegati in contesti internazionali. Inutili sembrano essere gli appelli dei delegati COCER agli incaricati dei dicasteri in questione, affinché la manovra non punisca, ancora di più quel comparto, e nello specifico il personale interessato. Ovvio è il mio ribadire della necessita della istituzione di una maggiore forma di rappresentanza del personale interessato. Modifica quindi della legge 382/78 e inversione di rotta sulla modalità di gestione dei dicasteri.

Giovanni DEMARCO

Segreteria Nazionale