ROMA – REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA! PER LA SICUREZZA NON CAMBIA NULLA!

Finito il G8, e quindi passato il periodo durante il quale anche noi della Fiamma Tricolore abbiamo voluto riservare un periodo di pausa da critica, seppur veramente costruttiva, cosi come il Capo dello Stato aveva espressamente richiesto, sono qui adesso a prendere in considerazione il nuovo Pacchetto Sicurezza e alcuni nuovi aspetti che questa legga introduce! Oltre alle “ronde”, questione sulla quale mi sono già espresso in precedenza, mostrando la mia documentata contrarietà all’introduzione di quella forma di pattugliamento delle nostre città, adesso ci si trova di fronte all’introduzione del reato di clandestinità. Reato di clandestinità che risulta essere, notizia di ieri, un reato dal quale verranno esonerati alcune categorie di lavoratrici, quali quelle delle badanti o delle colf.. Al legislatore io chiederei a cosa si deve questa differenza di trattamento: non si è tutti uguali davanti alla legge? Che differenza c’è se il clandestino fa un lavoro di giardiniere o un lavoro di badante? Non è la qualifica del datore di lavoro o del contratto di lavoro a giustificare la clandestinità e  a spegnere il reato! Ma soprattutto, siamo sicuri che il reato di clandestinità possa produrre più sicurezza, di quanta ce ne sia adesso? Se non si investono risorse da destinare alle Forze dell’Ordine, che devono essere dotate di uomini e mezzi adeguati, con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, a mio avviso, si rischia soltanto il collasso del sistema giudiziario e più in generale del comparto sicurezza. E di questa idea sono anche i rappresentanti dei maggiori sindacati degli organi di polizia! Il mio non è un voler contestare la norma in via di principio, perché ritengo corretto rispondere in maniera severa al fenomeno dell’immigrazione clandestina, però occorre anche considerare come in realtà, con la nuova norma, si rischia di ottenere l’effetto opposto, cioè quello di trasferire la competenza dalla sfera amministrativa a quella giudiziaria, con un ulteriore aggravio dei tempi dei suoi tempi e prevede peraltro garanzie fondamentali come i tre gradi di giudizio, col grande rischio che quindi la norma resti del tutto inefficace. E soprattutto rischia di portare al collasso un sistema giudiziario che è in cronico affanno e che già di per sé non riesce a rispondere alla domanda di giustizia da parte dei cittadini e che spesso si trova a vanificare persino l’operato della polizia giudiziaria.  Ho capito quindi come il governo voglia fare e dare solo una politica di immagine da fornire agli elettori propri e della fedele lega bossiana! Peccato dover constatare fra qualche tempo che, nonostante queste operazioni da “reality show”, poi alla fine saranno i cittadini per bene a pagare il conto. Non servono interventi di facciata e ronde para-militari, ma norme di facile applicazioni che basino il loro formato sul risultato che si vuole veramente ottenere, cioè la reale sicurezza, quella percepita dalla popolazione. Norme, soprattutto, accompagnata da capitolati finanziari seri, con risorse tangibili e non ridicole. Servono risorse per il comparto difesa e sicurezza, la costruzione di nuove carceri, occorre la certezza della sicura espulsione del clandestino, sicuramente più gradita della incerta e costosa detenzione.

(Giovanni Demarco – Dir. Naz. MS-Fiamma Tricolore)