ROMA – SITUAZIONE IN ITALIA ED EUROPA

Roma, 15 giugno 2010 Il fine settimana appena trascorso ci ha “regalato” la scossa del voto separatista in Belgio e la arroganza del neogovernatore del Veneto Zaia, il quale preferisce l’ode verdiana all’inno di Mameli durante le manifestazioni ufficiali alla quali prende parte. Due manifestazioni che seppur lontane nello spazio, e nei modi, essendo figlia di una consultazione elettorale la prima e della becera propaganda l’altra, denotano come in una Europa attanagliata dalla crisi economica, e non certo di valori, le forze politiche “tradizionali” non hanno più piglio sulla opinione pubblica; o peggio spesso sono al servizio di minoranze di governo! È aumentato il disinteresse del corpo elettorale, che spesso sconfina in vero e proprio menefreghismo! Un corpo elettorale sempre più lontano dal mondo politico e da quei partiti che si fanno interpreti di grosse identità politiche. Infatti in Italia come in Europa a cedere terreno sono le realtà politiche di forte connotazione identitaria. Sia essa progressista, o conservatrice o cattolica. Avanza solo la politica di chi riesce a parlare alla pancia delle persone, ottenendo consensi insperati; e se solo il consenso riesce a tradurre i programmi in atti pratici, ecco che il cerchio è chiuso. Non occorrono a mio avviso grossi laboratori politici, se alla fine la “reazione chimica” ottenuta, spesso più per esperimento che per deduzione logica, sia il solito prodotto nostrano, la solita minestra. Non serve più a mio avviso parlare dei grossi sistemi, quando il voto è venduto per 30 euro nei mercati elettorali delle nostre città. Dobbiamo noi più che altri parlare e guardare alla popolazione, capendone i veri problemi e proponendo le nostre soluzioni, semplici e soprattutto attuabili. Destra sociale quindi significa anche guardare con timore alla riforma fiscale in senso federalista, e non aver timore di ammetterlo. Essere consapevole che questa è la richiesta esplicita di una forza di governo che non rappresenta la maggioranza del Paese. Un partito come la fiamma tricolore che vuole una Italia sociale, che ha proprie proposte di riforme del welfare (che dovrebbe essere davvero inteso come lo stato del benessere di britannica ispirazione), senza timori e remore che vengano affermarti concetti troppo progressisti, e poco “di destra”. Occorre quindi proiettarsi nel futuro come ogni partito dovrebbe fare, e saper recidere il cordone ombelicale con quelle tematiche ovvie, impopolari e forse non più nostre!

GIOVANNI DEMARCO

Segreteria Nazionale – Resp. Affari Difesa