SAN DONÀ DI PIAVE (VE) – Prosegue la presenza dei clandestini a Jesolo

La Sezione “Basso Piave” del Movimento Sociale Fiamma Tricolore intende divulgare la notizia, diffusa con il contagocce dalle testate giornalistiche locali, riguardante il “normale” ritardo amministrativo della gestione e destinazione dei così detti profughi alloggiati nella sede CRI di via Levantina.
Il ritardo è dovuto al mancato ricongiungimento familiare di una parte di quei ragazzi, che tradotto, corrisponde al: “dove saranno mai i loro genitori?”. Gli ospiti sono tutti minorenni, e per normativa europea, anche a discapito degli accordi tra Nazioni, è impedito il loro rimpatrio.
La maggioranza di questi “sciagurati” proviene dall’ Egitto, che non ha alcuna guerra in atto, ma è una nazione che ha firmato l’accordo di rimpatrio con l’Italia. Scade oggi il termine preteso dal Sindaco, Francesco Calzavara, al Questore Nardo e al Ministro dell’Interno Maroni, ma, anche con le garanzie date, la parola è valsa quanto una promessa da mercante. Di questi “liberi clandestini” ne sono scappati ben otto. Per otto dei rimasti è addirittura in corso l’iter burocratico a seguito della loro richiesta di riconoscimento dello status di rifugiati politici, altri 14 avranno il ricongiungimento familiare, mentre i restanti 15 verranno destinati in case-famiglie nel Triveneto.
Dopo quattro mesi d’ospitalità, tra gite turistiche e serate di cabaret, non è ancora stato individuato il “finanziatore” e, com’è sempre nei casi di rimpallo, l’intera spesa verrà addebitata magicamente agli “sfortunati” autoctoni jesolani, magari proprio con l’aumento delle imposte all’immondizia, perché proprio di essa si tratta. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore non tollera il finto buonismo e l’accettazione totale dei clandestini, nel nome della solidarietà, tacciando ogni preoccupazione insorta ai nostri cittadini italiani. Favaro Veneto docet.

(Andrea Pistoni – Responsabile MS-Fiamma Tricolore Basso Piave)