SENIGALLIA (AN) – Comunicato con cui il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, sezione di Senigallia, prende posizione sul depotenziamento dell’Ospedale di Senigallia.

Area Vasta 2 penalizza l’Ospedale di Senigallia!

Lo avevamo paventato e alla fine è accaduto. L’ospedale di Senigallia non avrà il Primario del reparto di Radiologia, lo avrà Jesi che coprirà anche Senigallia, ma non è tutto! Una cosa oggi è chiara, l’Area Vasta è l’ennesima operazione politica  a danno dei cittadini e in favore dei politici e dei loro interessi personali. In questo caso a rimetterci, e non poco, è Senigallia!

Ad inizio dicembre avevamo lanciato le nostre preoccupazioni lamentando le carenze dei Primari di Medicina, Radiologia e Laboratorio delle Analisi, carenza di personale e pensionamenti prossimi che avrebbero indebolito ancora di più il nostro ospedale.

Persino la Senatrice Amati era intervenuta dichiarando tutte le sue perplessità sulla sede definitiva dell’Area Vasta 2 a Fabriano e sulle decisione che sarebbero state prese, e non è stata minimamente ascoltata. Era intervenuto anche il Sindaco Mangialardi, “Presidente della Conferenza Socio Sanitaria Regionale”, lamentando criticità da mettere in ordine denunciando il declassamento di Senigallia, e non è stato minimamente ascoltato.

Il 13 dicembre c’è stato anche un incontro insieme ai sindaci delle città delle Asur conferite nell’Area Vasta con il Presidente Ciccarelli. Bene, tante parole, tante chiacchiere, ma di fatto Senigallia è il fanalino di coda e come tale veniamo trattati.

“Spending review”: due belle parole che in italiano si potrebbero tradurre in: “supposte per i cittadini”! Si perché i famosi tagli di cui tutti parlano, vengono fatti solamente a danno degli italiani, perché i nostri politici chiaramente tagliano al popolo tenendosi ben stretti tutti quei privilegi che si sono costruiti in 60 anni di mala politica, partendo dagli stipendi per finire ai vitalizzi.

Viene quindi da pensare, ma è una certezza, che quando la Senatrice Amati o il Sindaco Mangialardi fanno la “voce grossa”, lo fanno solamente perché mancano tre mesi alle elezioni, quindi cercano di mettersi in evidenza per “fare cassa” al momento buono, perché se così non fosse allora dovremmo pensare che il loro “peso” è veramente nullo.

E come se non bastasse, anche l’Assessore Fabrizio Volpini ci ha “deliziato” ultimamente con una massima veramente carina: “La politica deve smettere di decidere nomi, incarichi, personale per tornare ad essere un faro della definizione degli indirizzi sanitari”.

Ma l’Assessore Volpini negli ultimi 30/40 anni “dormiva” o è stato così assente da non accorgersi di nulla? Ha scoperto ora l’acqua calda? Quando la politica decideva e decide nomine e quanto altro era forse impegnato a vedere un bel film al cinema?

A cosa “serve” un “Presidente della Conferenza dei Sindaci” se non è in grado di farsi rispettare dai vertici dell’Asur e dell’Area Vasta? Se non lo ascoltano “questi signori” potrà mai essere ascoltato dall’on. Berlusconi quando lo “invita” a non ricandidarsi? Suvvia, siamo seri!

Abbiamo ormai capito che l’Area Vasta altro non è che la solita “fregatura mascherata” che permette alla politica di sistemare i propri “adepti” senza colpo ferire. Il Direttore Ciccarelli si è anche sperticato nel dare tutte le spiegazioni del caso, tante belle parole che di fatto rimangono appunto parole, i fatti sono ben diversi.

I fatti dicono che dal 31 dicembre 2012, per scelta politica, ci sarà la soppressione della Direzione medica del Presidio e della Direzione amministrativa a Senigallia. Questo comporterà il depotenziamento dell’Ospedale di Senigallia che ricadrà sui cittadini. Un Primariato se ne è “volato via”, con tutte le conseguenze del caso ovviamente, perché sfido chiunque ad avere il dono dell’ubiquità e riuscire a dirigere due reparti distanti come Jesi e Senigallia.

E piano piano l’Ospedale di Senigallia andrà perdendo quelle valenze che ricadranno sempre sui cittadini, e non certo sui politici. Perché loro fanno e disfano come vogliono, ma non vanno di certo contro altre caste, grossi serbatoi di voto al momento opportuno. Ecco quindi, tanto per fare un esempio, che pur non essendoci più le tante Unità Operative del Dipartimento di Prevenzione, gli ex dirigenti manterranno ovviamente gli stessi identici stipendi. Ossia si continuerà a pagare per funzioni e ruoli non più esistenti. Normale questo? Direi proprio di no visto che di soldi pubblici parliamo, quindi di soldi che dovrebbero essere spesi in favore di tanti (i cittadini), ma che invece vengono spesi in favore di pochi (una casta).

La politica tutta è ormai senza vergogna alcuna, stanno razziando tutto quanto e a mani basse, e ogni volta trovano le parole per darcela a bere, ma questo sarebbe il meno perché qualche “corbelleria” la devono pur dire per giustificare il loro operato, la cosa grave è che dopo 60 anni di politica corrotta, affaristica e in difesa solamente dei loro interessi, ancora esiste chi vota questi personaggi!

Sarà mica il caso di SVEGLIARSI?

Marcello Liverani – Segretario Movimento Sociale Fiamma Tricolore di Senigallia