SENIGALLIA (AN) – Il Turismo di nicchia

In attesa della procedura della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che riguarderà le 80 strutture alberghiere di Senigallia, l’Assessore Ceresoni in queste settimane sta elaborando una proposta di Variante al PRG divisa in quattro fasi che tra le altre azioni prevede di utilizzare i finanziamenti del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) previsti per il periodo 2014-2020. Finanziamenti che permetteranno agli imprenditori senigalliesi di innovare e migliorare le proprie strutture alberghiere. Noi del Movimento Sociale apprezziamo lo sforzo dell’Assessore Ceresoni, ma crediamo che l’intero progetto vada ampliato coinvolgendo anche le strutture pubbliche.

 

Se con la globalizzazione il Turismo viene messo in diretta concorrenza con mercati meno maturi (terzo mondo), la soluzione non è quella di rincorrere quei mercati abbassando il prezzo della propria offerta, ma riscoprire e rivalutare il proprio genius loci e unicum puntando ad un turismo di qualità. Come? Ad esempio potenziando ed ampliando il turismo di nicchia, quel turismo di qualità da affiancare a quelle manifestazioni che richiamano invece migliaia di turisti (Summer Jumboree).

 

Storicamente a Senigallia, l’industria del Turismo si basa sostanzialmente su due asset: la propria storia e la propria conformazione naturale-paesaggistica (livello basso del mare, sabbia) che le è valso il nome di Spiaggia di Velluto. Se nei decenni scorsi si è parlato di villeggiatura, forma archetipica della vacanza che assume un connotato industriale (di massa) a partire dalla prima metà del XIX secolo fino a diventare (nei cento anni successivi) il modello tipico di investimento del tempo libero, ai giorni nostri, la vacanza è sempre meno un momento di svago e di puro relax, ed è sempre più spesso un’esperienza, attraverso la quale affermare la propria identità e le proprie passioni (turismo esperienziale).

 

Come abbiamo detto, l’amministrazione di Senigallia ha iniziato una serie di azioni che puntano ad una riqualificazione urbana (illuminazione pubblica, edilizia, alberghi). Allora, noi del Movimento Sociale Fiamma Tricolore chiediamo all’Assessore Ceresoni di coinvolgere anche il Sindaco Mangialardi che ha la delega al Turismo, e di affiancare alle azioni intraprese, un progetto organico, utilizzando gli stessi fondi strutturali europei che rinnovi e migliori tutti gli impianti sportivi pubblici di Senigallia. Facciamo riferimento alle palestre, al palazzetto dello sport, alla pista di atletica, alle piscine, ai campi da tennis, ecc. luoghi ideali che attirerebbero eventi sportivi di nicchia di carattere nazionale ed internazionale: scherma, ping pong, pattinaggio, scacchi, basket, pallavolo, tiro con l’arco, tennis, vela, kite surf, bocce, ecc. e permetterebbero di 1) destagionalizzare l’offerta turistica, poiché indipendente dalla stagione e dal clima; 2) evitare la concorrenza globale diretta con i competitors.

 

In questo modo cambierebbe in maniera innovativa il concetto, l’idea e il paradigma di impianto sportivo.  Attualmente, a Senigallia gli impianti sportivi vengono utilizzati dalle scuole per le attività fisiche degli alunni, e tramite convenzione dalle società sportive (con ritorno elettorale). Ma come la Provincia ci ha informato recentemente, la loro gestione è molto onerosa da un punto di vista economico. Infatti, noi della Fiamma Tricolore pensiamo all’impianto sportivo, non solamente come luogo passivo, per le attività fisiche e sociali a totale carico della collettività (utenze, acqua, luce, riscaldamento, manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio, attrezzature, ecc.), ma uno strumento attivo, dinamico, quale leva strategica per l’economia della città, per il bene comune e per le casse comunali. Nei prossimi giorni, parleremo direttamente all’Assessore Ceresoni e al Sindaco Mangialardi delle nostre idee.
Riccardo De Amicis

Comunicato