Si alle sagre ma solo a Km zero

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Si alle Sagre ma solo a Km zero Tempo di sagre e i piccoli borghi tornano a rivivere antiche tradizioni, le comunità si riuniscono attratte dalla nostalgia evocata da concerti di sapori e saperi della propria terra. Un filo magico ci ricongiunge ai valori della civiltà rurale un modello di sviluppo forse troppo frettolosamente alienato a cui oggi un’attenta rivisitazione,potrebbe fornire all’Italia, un’ancora di salvezza per una possibile ripresa economica. Le sagre possono rappresentare il motore economico dell’unica industria non delocalizzabile che si basa essenzialmente la sua forza sul nostro Ambiente sulla nostra Arte e sulla eccellente tipicità delle nostre produzioni enogastronomiche frutto della sapiente Agricoltura Italiana. Questi in sintesi sono le motivazioni che spingono noi della Fiamma Tricolore a sostenerle e preservarle da speculazioni affaristiche che spesso si innescano tramutando l’evento in mera operazione commerciale a fini di lucro e quindi con la predisposizione a seguire logiche di mercato che rincorrono gli utili piuttosto che la valorizzazione della nostra Terra . Queste logiche a volte inducono gli organizzatori ad acquistare per gli stand gastronomici, prodotti dalla grande distribuzione trascurando le risorse a Km zero e questo è inaccettabile significa “taroccare” l’autenticità della sagra stessa e danneggiare l’economia locale e questo quando si utilizzano spazi , strutture, e finanziamenti pubblici è gravissimo. La fiamma tricolore si impegnerà a chiedere agli enti locali di selezionare gli eventi in base al tassativo impegno da parte degli organizzatori di tracciare la provenienza dei prodotti utilizzati, che deve essere assolutamente a Km zero, e vigilerà attraverso i suoi militanti che tutto ciò venga rispettato garantendo così gli stessi consumatori da eventuali somministrazioni di Prosciutto Olandese , Cinghiale Bulgaro Olio Tunisino, Pomodori Cinesi, e via dicendo. Lamberto Iacobelli