SICUREZZA – Le ronde: sbagliato l’approccio del problema

«Non voglio dilettanti allo sbaraglio». Cosi il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato lo scorso 24 febbraio ad “Adnkronos” sulla vicenda delle cosiddette ronde. «È stato pubblicato il decreto in Gazzetta Ufficiale che stabilisce i termini e le condizioni. Mi sono procurato le delibere e i regolamenti più significativi delle città che già utilizzando questo sistema per ricavare dall’azione concreta, come operano tra queste quelle di Verona e definire le caratteristiche che devono avere queste realtà.
Ci sarà – ha detto Maroni – un controllo fortissimo da parte degli organi di Polizia e sarà richiesta la formazione per poter partecipare; non voglio – ha rimarcato – dilettanti allo sbaraglio che vanno in giro e non sanno cosa fare quando c’è un’emergenza». Questo ministro, fa finta di non sapere che, le Forze di Polizia, devono essere messe in condizione di effettuare un controllo fortissimo. Ma senza benzina per le macchine, dove si và? Noi non abbiamo necessità di nessuna autorizzazione.
Se vogliamo, usciamo di casa con amici, a passeggio per il quartiere e, quando vediamo qualcosa che non và, prendiamo il cellulare e telefoniamo al 112 o al 113 (telefonata gratuita). Il problema è che il governo non mette il 112 e il 113 in condizione d’intervenire.

(Francesco Li Causi – Segretario Provinciale di Asti del Movimento Sociale Fiamma Tricolore)