TORINO – Mirafiori: un si per continuare a sperare nel futuro

MOVIMENTO SOCIALE – FIAMMA TRICOLORE FEDERAZIONE DI TORINO

Venerdì 14 gennaio i lavoratori di Mirafiori hanno dato il loro via libera all’attuazione dell’accordo “della discordia”. Va però sottolineato che gran parte dei votanti avrà interpretato questo referendum come una scelta tra due scenari estremi: sì = lavoro; no = non lavoro. A questo punto la decisione si fa obbligata quando c’è di mezzo un mutuo da pagare e una famiglia da mantenere. Tutto ciò sperando che sia stato definitivamente allontanato lo spettro di un allontanamento dall’Italia di un’azienda che ha scritto un pezzo di Storia del nostro Paese, e che ha contribuito a rendere la città di Torino uno dei più importanti complessi industriali a livello mondiale. Quello che a nostro avviso è mancato, è stato un confronto costante e costruttivo con gli stessi operai, i quali hanno contribuito, faticando in modo significativo, a raggiungere quei diritti che oggi in parte sono stati loro negati. Senza contare che il vero motore dell’azienda sono loro, e senza di loro l’azienda non potrebbe esistere. Con uno stretto intreccio di rapporti si sarebbe potuti arrivare ad un accordo comune e non ad un accordo “unilaterale”, costringendo così la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori a votare in modo quasi obbligato. E’ certo che l’accordo di Mirafiori rappresenta un passo importante nella storia della casa automobilistica torinese. Resta da capire se si tratta di un passo in avanti o all’indietro. Da un lato infatti, come detto in precedenza, potrebbe dare la sensazione agli operai di aver perso in un colpo solo molti dei diritti conquistati in anni di lotte sindacali; d’altro canto, occorre fare affidamento all’abilità e alla competenza dei quadri dirigenziali nella corretta attuazione dell’importante piano di investimenti preventivato, e nel tradurre i relativi benefici in consistenti miglioramenti delle condizioni lavorative e salariali degli operai. Solo così i sacrifici di oggi potranno avere un senso domani. L’auspicio è che un manager del calibro d el Dott. Marchionne, capace di trascinare il Gruppo Fiat fuori dalla grande crisi del 2000, esca vittorioso anche da questa difficile sfida. Denis Scotti, Andrea Prato, Manuel Zagaria Movimento Sociale Fiamma Tricolore Federazione di Torino