28 Agosto 2013 – Traversata doppia a nuoto dello Stretto di Messina.

Non si ferma l’azione della Fiamma Tricolore

In uno scenario di incomparabile bellezza, si è svolta, con esito positivo, la doppia traversata dello Stretto di Messina. Non sono servite correnti avverse o nubi minacciose a far recedere Nando Francescon dalla sua determinazione di portare a compimento, con questa azione, la sua campagna di sensibilizzazione a favore della liberazione dei Marò detenuti in India e, a urlare al mondo la sete di libertà e di giustizia delle popolazione tibetane oppresse e rese prigioniere dal governo cinese.

La ferrea determinazione di Nando è prevalsa, il suo fisico ha avuto la meglio sulle non ottimali condizioni metereologiche, ma forse più del fisico, il merito è della sua volontà di proseguire la sua insolita forma di protesta che, con umiltà e tanta determinazione, porta avanti da anni.

Nando, dirigente veneto della Fiamma Tricolore ha voluto già in passato onorare la memoria di suo nonno, non di ferma l’azione della Fiamma Tricolore Volontario decorato nelle operazioni di soccorso di cui necessitarono gli abitanti della costa, vittime del sisma del 1908, effettuando la traversata dello Stretto nel centenario del sisma.

Non è importante la tempistica anche se è stata eccellente, non si può cronometrare un’azione, importante.. è il messaggio che con essa si vuole lanciare.

La Fiamma Tricolore villese, onorata di essere stata a fianco di Nando, non può che plaudire i militanti per lo spirito di sacrificio con il quale si adoperano nonostante il silenzio dei mass-media di regime e portano avanti le proprie battaglie e Nando, da buon militante, lo ha dimostrato….a lui va il nostro grazie.
Antonio Giordano
Responsabile sez. Fiamma Tricolore Villa San Giovanni.

SKMBT_C28413081918440 (scarica l’allegato in formato pdf))

Il 28 Agosto p.v. ripeto la doppia attraversata a nuoto dello stretto di Messina: da Torre Faro (ME) a Cannitello (RC) e ritorno. Come sempre, alle mie imprese natatorie, amo issare, nelle barche d’appoggio la bandiera del Tibet, chiedendo libertà per il suo popolo dal giogo capital-comunista cinese che dura dal 1956. In quest’occasione farò garrire al vento anche la bandiera del Battaglione San Marco chiedendo, pure, la libertà per i nostri marò trattenuti in India, a parer mio, senza alcun motivo. Sarà mia premura, inoltrare la presente, che avrà, spero, l’opportuno risalto nei media, al Governo Indiano, attraverso i canali opportuni, al quale voglio far presente quanto segue:
-il Popolo Italiano è una cosa e i suoi governi un’altra. Il primo è ancora, per la maggior parte, come le sue Forze Armate, legato a principi come l’onore e la parola data che lo accomuna a quello Indiano e la violazione di dette consuetudini come nel caso dei marò da parte del Governo Italiano che non si è onorato, tradento la parola data a quello Indiano, ha costituito una grave offesa a tutto quel Paese.
Dunque, chiedo un cenno di rispetto, da parte dell’India, all’Italia rivolta al suo popolo e non ai suoi governi che lo rappresentano sempre meno, liberando i nostri due militi ricordando a quella grande Nazione che l’accomuna alla Nostra per l’Antica Civiltà dove i valori e l’uomo vengono prima di tutto; faccio presente pure il rispetto da parte degli italiani alle migliaia di suoi lavoratori che vengono ospitati nel nostro Paese dove vivono e lavorano onestamente.
Distinti saluti.
Dott. Ferdinando Francescon

Sono il commissario di Padova e portavoce del Veneto del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, volevo informarvi sulla mia prossima impresa a favore del Tibet e dei marò!

Salve….come puoi leggere nella lettera allegata alla presente, l’ ho inviata al Governo Indiano tramite la sua ambasciata di Roma. TI informo, inoltre, che quanto in oggetto l’ ho già effettuata il 24/08/2008 nell’ occasione del centenario del terremoto siculo-calabro del 1908 ed in memoria di mio nonno, del quale porto il nome, che andò volontario in soccorso a quelle popolazioni.Tengo la medaglia che li diedero allora, coniata in ricordo della calamità. In quest’ occasione, oltre ad issare la bandiera  del Tibet e del Battaglione San Marco, cercherò di impiegare, nella traversata, minor tempo di una persona che s’ imbarca su Caronte(sfidarlo costituisce missione  impossibile) per raggiungere l’ altra sponda.L ‘ anno scorso, a metà Luglio, nella traversata dello Stretto di Gibilterra, partenza ore 07.14 dall’ Isola di Tàrifa SP, temperatura acqua 18°, senza muta, a metà percorso,7.5Km in 2h, che costituisce la parte più difficile, ho dovuto desistere per l’ arrivo d’ anticipo del vento di Levante che rendeva impossibile proseguire la traversata per formarsi di onde sempre più alte e in direzione contraria alla mia. Alla partenza la costa marrocchina era visibilissima; dopo un’ ora non più a causa della foschia. Alle ore 14 , in porto, con la fitta nebbia, la motonave COMARIT, che collega la Spagna con il Marocco, a causa del vento, è andata a sbattere sulla vicinissima, quasi a ridosso, Isola di Tàrifa. Ciò dovuto anche al fatto, in quelle condizione meteo, non ci si deve fidare del pilota automatico ma si deve fare la navigazione anche a vista soprattutto in uscita dal porto. Riproverò il prossimo anno. E’ andata buca anche ad Ercole con la barca che era un semi-dio; dunque non mi dispero se mi è andata male a nuoto. In questi mesi sono stato seguito dal docente-maestro-istruttori Gian Carlo Scarmagnani presso la piscina di Montagnana e in acque libere mi sono allenato nel mare di Jesolo. L’ impresa è patrocinata dal “Team Euganeo Montagnana” con il contributo di ROLEX ITALIA SPA  Milano, VIDOTTO SPORT Jesolo VE, DISCOTECA MACRILLO Gallio VI, PEUGEOT AUTOIN Este PD, Banca CREDIVENETO di Montagnana PD e CO.MET.FER. S.P.A. San Stino di Livenza VE.
Distinti Saluti.
Dott. Ferdinando Francescon