TRENTO – LA FIAMMA TRICOLORE CONTRO L’INCREDIBILE DECISIONE DI UN GIUDICE DI PACE

In relazione agli articoli di stampa della giornata del 12-3-2010 in ordine all’esito di n. 15 ricorsi presentati avverso i cosiddetti “parcheggi blu”, il Movimento politico Fiamma Tricolore, precisa e comunica quanto segue. In data 11-3-2010 avanti al Giudice di Pace di Trento, dott.ssa Deretta Zanfei (giudice onorario), venivano discussi i sopra indicati ricorsi avverso i verbali di contestazione di violazione del Codice della Strada. Nel corso della discussione i legali delle ricorrenti chiedevano, in primo luogo, la sospensione dei giudizi pendenti avanti il Giudice di Pace atteso che sono attualmente pendenti n. 3 appelli avanti al Tribunale di Trento, in funzione di Giudice di Appello, con udienza fissata al 23-6-2010, assegnati tutti e tre al Giudice Ordinario (togato) dott.ssa Anna Mantovani, vertenti sulle precedenti pronunce dei Giudici di Pace di Trento, dott. Sampaolesi e dott. Ferilli (che si sono pronunciati a favore dei ricorsi dei cittadini contro il Comune di Trento che ha impugnato le sentenze), dott. Bertolini (costui ha invece rigettato i ricorsi dei cittadini contro il Comune di Trento con una sentenza palesemente infondata che conseguentemente veniva impugnata dai cittadini). Sospensione richiesta, al fine di fornire al Giudice di Pace, a conclusione dei suddetti procedimenti in sede di appello, l’orientamento giurisprudenziale del Tribunale di Trento quindi della magistratura ordinaria (c.d. togata), in considerazione delle pronunce contrastanti, sulla medesima materia, offerte dai precedenti giudici onorari. Si osserva, infatti, che ben due Giudici di Pace (Sampaolesi e Ferilli) avevano accolto le tesi difensive delle ricorrenti, annullando i verbali opposti, mentre solo il dott. Bertolini ha accolto le opposizioni presentate dal Comune di Trento, in aperta contraddizione con la sentenza n. 116/07 d.d. 9-1-2007 delle Sezioni Unite della Cassazione, fornendo un’interpretazione del tutto personale e soggettiva. Il Giudice di Pace dott.ssa Deretta Zanfei (giudice onorario) ha, contrariamente al buon senso, atteso l’imminente vaglio di un Giudice Ordinario, deciso di non sospendere i giudizi pendenti, procedendo alla discussione e alla lettura dei dispositivi di rigetto dei ricorsi. I legali delle ricorrenti, in secondo luogo, hanno insistito, in corso di udienza, affinché il Giudice di pace di Trento, dott.ssa Deretta Zanfei, riunisse in un unico procedimento tutti i fascicoli pendenti in materia di “strisce blu”, per ovvie ed evidenti ragioni di connessione soggettiva (le ricorrenti in tutti i circa 100 ricorsi pendenti sono le medesime) che per altrettanti motivi di connessione oggettiva (le asserite violazioni contestate sono state commesse tutte nel medesimo tratto di strada, via Perini, e si riferiscono tutte alla medesima violazione del Codice della Strada). Ciò avrebbe consentito, di osservare il principio di economia processuale, e di ottenere una rapida definizione dei fascicoli ancora pendenti, nonché avrebbe limitato a un’unica sentenza l’esito di tutti i ricorsi ancora “attivi”. Paradossalmente, la dott.ssa Deretta Zanfei, contravvenendo al dettato alla logica giuridica e alla prassi dell’Ufficio del Giudice di Pace di Trento (il dott. Sampaolesi ed il dott. Ferilli avevano precedentemente riunito analoghi procedimenti proprio in ragione della connessione oggettiva e soggettiva) rigettava la richiesta, pronunciandosi pedissequamente per quindici volte consecutive, con la lettura di n. 15 dispositivi (peraltro adottando la tecnica del “copia e incolla”) per il rigetto dei ricorsi presentati, confermando quindi i verbali di contestazione e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali del Comune di Trento, liquidate in via equitativa in € 100,00. Il Movimento politico Fiamma Tricolore osserva che l’irragionevolezza della procedura seguita può solo spiegarsi, senza voler entrare nel merito delle sentenze che, in ogni caso, verranno tutte appellate, con le singolari modalità con cui vengono retribuiti i Giudici di Pace. Infatti, oltre ad un’indennità fissa derivante dalle dimensioni dell’Ufficio, ogni Giudice di Pace, riceve € 36,15 per ciascuna udienza civile o penale nonché € 56,81 per ogni sentenza che definisce il giudizio ovvero per ogni verbale di conciliazione. Quindi il giudice onorario aveva almeno 795,34 buoni motivi per non riunire i ricorsi in un unico procedimento! Non sarà che proprio per questo viene chiamato giudice onorario?

(Emilio Giuliana – articolo pubblicato su “L’Adige” del 14-3-2010)