Un po’ di chiarezza.

Da giorni ormai si rincorrono voci di possibili alleanze, fusioni, federazioni ecc ecc. mi preme dire che allo stato attuale, non vi è nulla di tutto questo, ma solo una manifestata volontà di ricreare un cartello elettorale che quasi cinque anni or sono ci portò al 2,4% a livello nazionale.

Sebbene molti di noi siano restii ad un’altra alleanza con il partito di Storace, dobbiamo pensare che questa per noi, (e per ogni partito vicino a noi) è l’ultima chiamata. O si arriva a qualcosa adesso, o non si arriverà più a nulla. Rispondo ai tanti che manifestano la loro indignazione solo sentendo parlare di un congresso fondativo, e quindi di una fusione dei due movimenti: a mio avviso questa è la strada, per continuare a crescere in un partito che ricordi almeno nella struttura e nella vastità del territorio interessato, il nostro amato MSI. Sappiamo bene che ci sono zone dell’Italia dove La Destra non è presente, ma sappiamo altrettanto bene che ci sono zone dove la Fiamma Tricolore manca, colmare questo vuoto è possibile solo facendo un discorso comune. Non si può pensare di continuare a correre da soli contro tutti. Ovviamente se ciò che si andrà a formare sarà una riproposizione di Alleanza Nazionale, io mi chiamo fuori già da ora, consapevole che molti mi seguiranno, anche loro disgustati dalla formazione di una Destra liberale che, in quanto tale, Destra non può certo essere. Una Destra che rifiutarono i miei dirigenti nel ’95, e che potendo scegliere, rifiuterei io adesso. La Destra italiana è l’antitesi esatta del liberalismo e del capitalismo. E noi per questo continueremo a combattere.

Ovviamente c’è da tener conto della nostra storia, del lavoro svolto, delle persone che ogni giorno in prima persona e in modo del tutto gratuito, regalano il proprio tempo e la loro passione per un ideale, questo ideale si chiama Fiamma Tricolore. Pensare di non rispettare queste persone e questo movimento, sarebbe un grave errore, non tener conto dell’orgoglio dei ragazzi che oggi formano questo progetto, dei dirigenti che si spendono per quel simbolo, e di un Segretario Nazionale che da ormai più di dieci anni tiene “la barra dritta”, equivarrebbe ad un errore di dimensioni enormi. Non si potrebbero avere i presupposti per un dialogo alla pari. L’orgoglio di chi milita nella Fiamma Tricolore non verrà meno se ancora una volta si deciderà di correre soli, lo facciamo dal lontano ’95 noi, da quando molti dei nostri interlocutori, erano comodamente seduti in altre poltrone e si vivevano esperienze diverse dalla nostra, mentre noi, sull’onda della disfatta di Fiuggi, rimanevamo protagonisti della scena politica nazionale. Nel bene e nel male sempre al fianco di quel simbolo che ci regala emozioni solo a sentirlo nominare, che fatichiamo a portare su un giornale, ma che basta questo per darci la forza di continuare. La compagine nel 2009 è diminuita di numero, nel 2010 si è ulteriormente ridotta, ma rispondete: quale Movimento dopo tante divisioni si sarebbe potuto rinnovare e ripartire? La risposta è ovvia, siamo riusciti a dare nuova linfa, a portare nuovi iscritti, a portare volti nuovi e giovani pronti a metterci la faccia per un ideale più alto di qualsiasi montagna, un ideale più puro dell’aria e del cielo, questo è ciò che ci spinge avanti, la consapevolezza di essere nel giusto. Finché nel cuore di chi crede ci sarà ancora orgoglio, e finché le persone che costituiscono questo movimento avranno modo per dimostrare il loro valore, allora li vivrà la nostra amata Fiamma, e sono sicuro che nessuno, per nulla al mondo, svenderà mai il nostro simbolo e la nostra storia. Continuiamo a lottare a fianco di tutti i nostri dirigenti e il nostro Segretario, per un’Italia più pulita, per la giustizia sociale, perché l’unica Fiamma degli Italiani siamo noi.

Denis Scotti