Un ricordo

Un ricordo Gli italiani trovano unità, almeno formale di sentimenti e passione, in pochi casi: grandi calamità nazionali o meno; primati sportivi e agonismo internazionale della nostre squadre o atleti nazionali; vicende dello spettacolo, soprattutto televisivo. Non è retorica ma semplice constatazione, assai trasversale immagino, di una società italiana che purtroppo non ha più molti motivi o occasioni di sentirsi, o coincidere, con una Comunità di Popolo o una Nazione. Ne abbiamo riscontro, di questo sentimento nazionale, anche in questa occasione, la morte di Raimondo Vianello: commuove, direi coinvolge assai di più anche dell’annunciata e probabile definitiva rottura tra il Presidente del Consiglio e quello della Camera. Anche io, anche noi comunità della Fiamma, partecipiamo alla commozione e con nostalgia salutiamo un uomo che ha accompagnato con la sua signorile, garbata, espressiva ironia tre generazioni di italiani. Soprattutto il mio omaggio -quello che immagino sia l’omaggio di quanti hanno anche memoria e vissero, con un qualche coinvolgimento diretto, la strisciante guerra civile degli anni ‘Settanta-, a Raimondo Vianello è anche in ragione della sua partecipazione, insieme alla moglie, direi “eroica”, ad alcuni dei lutti ed alle cerimonie funebri per i nostri militanti di quegli anni. Loro e pochissimi altri, di quel mondo dello spettacolo che tanto poca simpatia, tanta avarizia di sentimenti, tanta indifferenza e men che meno “esposizione” trovò per le sorti tragiche dei nostri giovani, ricordo, parteciparono. Quando imperava “l’uccidere un fascista non è reato”, Vianello e Mondaini, con discrezione ma senza timore parteciparono ai lutti della comunità missina. Parteciparono, forse, anche per un sentimento condiviso di comunità nazionale; comunità non solo politica, non solo “della nostra parte”, che vedeva scorrere con assordante indifferenza morti per “inaccettabile appartenenza politica”. Voglio ricordare questo del signor Vianello. Questo, che i tanti commossi per la sua scomparsa e che magari hanno avuto modo solo di apprezzarne doti artistiche e altri aspetti della sua umanità, non conoscono. Per essere nostalgici si, ma dei valori: in questo caso, appunto, del sentimento d’italianità e del coraggio. Luca Romagnoli