VERONA – CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE: POSIZIONE DELLA FIAMMA VERONESE, VOLANTINO IN ALLEGATO, E RASSEGNA STAMPA

FIAMMA TRICOLORE

Addì Lunedì 28 Giugno 2010

Comunicato Oggetto: centro identificazione ed espulsione a verona

Da settimane si rincorrono le voci circa l’ipotesi della costruzione di un C.I.E. regionale sul territorio veronese. Immancabili le polemiche che “animano” il dibattito politico e così, oltre alla prevedibile levata di scudi da parte della sinistra in tutte le sue declinazioni e con tutti i suoi apparati, desta un po’ di stupore lo scontro interno al centro-destra tra Lega e Pdl; scontro che, in sostanza, pare essere più sul metodo che sul merito. Fiamma Tricolore, che a livello nazionale non è organica al centro-destra e tanto meno al centro-sinistra, ha sull’argomento una posizione di principio ben precisa, così come scritto a chiare lettere sul nostro programma politico: noi siamo il partito degli italiani ed abbiamo il compito di difenderne il primato e gli interessi. La difesa dell’identità nazionale non può prescindere dalla lotta all’immigrazione incontrollata e dall’espulsione immediata dei clandestini. La nostra scelta quindi, anche a livello locale, non può che essere favorevole all’eventuale nascita di un Centro di Identificazione ed Espulsione nella nostra provincia. Affermiamo questo nella consapevolezza delle problematiche legate alla realizzazione di tale progetto, ma nella certezza che quella del C.I.E. sia ad oggi l’unica opzione concreta per il contrasto alla clandestinità; certamente non una risposta sufficiente, complessiva e definitiva al problema dell’immigrazione (che andrebbe affrontato in maniera strutturale, con una politica ad ampio raggio), ma comunque un passaggio necessario. I 13 C.I.E. sin qui realizzati sono pochi rispetto alla portata del fenomeno degli immigrati irregolari, aspetto questo che incide negativamente sul buon esito delle espulsioni e sull’effettiva applicazione della legge, unitamente all’operato quantomeno discutibile di una certa parte della magistratura e di quella quota di mondo associazionistico che sull’immigrazione ci specula sotto il profilo politico, ci lucra e ci campa economicamente. La Fiamma Tricolore veronese, considerando ovviamente che l’ipotesi C.I.E. presuppone la corretta individuazione logistica, l’adeguato utilizzo in termini di uomini e mezzi e una giusta ricaduta compensativa per il territorio (opere pubbliche, infrastrutture o quant’altro), si dichiara apertamente favorevole a tale eventualità. La nostra vuole essere una presa di posizione coerente e responsabile, non inficiata dall’ormai radicata sindrome del NIMBY (Not In My Back Yard) che pervade l’opinione pubblica di fronte ad ogni scelta su tematiche di grande impatto e rilevanza. Segreteria Provinciale Federazione di Verona

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L’Arena IL GIORNALE DI VERONA

Martedì 29 Giugno 2010 CRONACA Pagina 12 IMMIGRAZIONE.

Centri di identificazione Fiamma Tricolore favorevole al Cie: scelta responsabile Contrari i Giovani dell’Udc «Creerà problemi di sicurezza» La Fiamma Tricolore è favorevole all’eventuale nascita di un Centro di identificazione ed espulsione di immigrati clandestini nella provincia di Verona. «Una scelta responsabile. Non si può essere favorevoli e poi non volerlo vicino a casa propria». Ma i Giovani dell’Udc sono contrari: «Creerà problemi di sicurezza e oneri per i Comuni e i residenti». La Fiamma Tricolore si dice certa che «quella del Cie sia oggi l’unica opzione concreta per contrastare la clandestinità», spiegano il segretario provinciale della Fiamma Luca Zampini e Andrea Miglioranzi, esponente del partito e capogruppo della Lista Tosi in Consiglio comunale, che pure ritengono il Cie «non una risposta sufficiente, complessiva e definitiva al problema dell’immigrazione, che andrebbe affrontato in maniera strutturale, con una politica ad ampio raggio, ma comunque un passaggio necessario». Il partito di destra si richiama alle polemiche sul Cie nel Veronese e sottolinea che «oltre alla prevedibile levata di scudi della sinistra, desta un po’ di stupore lo scontro nel centrodestra fra Lega e Pdl, che pare più sul metodo che sul merito», dice Miglioranzi, sottolineando che «in ogni provincia dovrebbe esserci un Cie» e che «questi centri, che non ospiteranno criminali ma clandestini, richiederanno controlli severi». Per il movimento giovanile Udc, guidato da Alessandro Boggian, un Cie invece «non darebbe garanzie sul rispetto dei diritti dei detenuti. Inoltre la scelta andrebbe concertata con i cittadini». I Giovani dell’Udc, puntualizza Boggian, stigmatizzano il fatto che «il sindaco Tosi sta valutando in quale zona creare il Cie senza instaurare un confronto con amministratori e residenti. Senza contare la svalutazione eco! nomica degli immobili e delle attività economiche nelle! zone potenzialmente interessate». Secondo i Giovani Udc inoltre in molti Cie sparsi sul territorio nazionale «ci sono stati e continuano a verificarsi disordini e forti tensioni, causati dalle condizioni pietose dentro i Cie, che privano le persone della dignità. Inoltre vengono rinchiusi senza distinzioni chi ha lavorato e condotto una vita regolare e chi viene dalla criminalità».E.G. CORRIERE DI VERONA Martedì 29 Giugno 2010 Sboarina: «Arrivo del Cie positivo? Non possiamo illudere la città» L’assessore replica alla lista Tosi: il Pdl chiede solo un confronto VERONA — «Non potete parlare di ordine e legalità e poi non volere un Cie a Verona». «Mai detto una cosa del genere: noi vogfliemo solo decidere insieme, senza illudere la città che un Cie sia una cosa positiva per Verona». Nasce attorno a queste due frasi il nuovo «duello a destra» sulla realizzazione di un Centro identificazione ed espulsione per gli immigrati clandestini in riva all’Adige. In campo, stavolta, da un lato la Lista Tosi, dall’altro gli ex An, oggi Pdl. Dopo il batti e ribatti dei giorni scorsi, Andrea Miglioranzi ha puntualizzato ieri, affiancato da Luca Zampini, le posizioni della lista che fa capo direttamente al sindaco. «Secondo me – ha detto Miglioranzi – di Cie ce ne vorrebbe uno in ogni provincia. E questo dovrebbe dirlo senza esitazioni soprattutto il centrodestra, senza polemiche che lasciano decisamente stupiti da parte di chi ha sempre fatto appello all’ordine, alla legalità e alla sicurezza». Tracciato l’identikit preciso e ben riconoscibile di coloro ai quali si rivolgeva, Miglioranzi ha poi spiegato che «non si può rifarsi sempre a quello che gli americani chiamano il “Nimby”, il “not in my back yard”, in italiano il “non nel mio giardino”: ogni volta che c’è qualcosa di grande impatto (vale anche per il nucleare) si dice che va bene purchè sia fatto da un’altra parte. E si comporta esattamente così chi in campagna elettorale chiede ordine legalità e sicurezza ma poi, in concreto, quando assume responsabilità amministrative, vuole che il Cie sia fatto altrove, in casa d’altri». Ovvio il riferimento alle prese di posizione del Pdl dei giorni scorsi, contro le quali aveva polemizzato lo stesso Tosi. Ma dal Popolo delle libertà non si accetta la «tirata d’orecchie» a distanza. Anzi. «Nessuno di noi – spiega infatti l’assessore comunale Federico Sboarina (Pdl, ala ex An) – ha mai avuto la sindrome del Nimby. Mai detto niente del genere, ma si sa che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Noi diciamo semplicemente che c’è una scelta difficile da fare, e che è inutile illudere la città che l’arrivo di un Cie sia positivo per Verona. Ecco perché noi chiediamo che su di un tema così importante si discuta tutti assieme, come si fa tra alleati leali e responsabili. Noi non siamo al traino di nessuno, a Verona non c’è un partito che comanda e altri che obbediscono, ma c’è una coalizione. E in una coalizione non è accettabile leggere la mattina sui giornali che uno ha scelto un sito per il Cie: in una coalizione si viene in giunta, si dice che c’è da realizzare un Cie nel Veneto e si discute se sia meglio farlo a Verona oppure in Laguna o sulle montagne bellunesi o nella pianura rodigina. Questo è quello che chiediamo, e ci sembra davvero sia il minimo per un’alleanza politica tra partiti diversi su un tema di tale importanza. Il resto, compreso quel che afferma Miglioranzi, non c’entra proprio niente». Da registrare infine la presa di posizione dell’Udc che, come abbiamo scritto la settimana scorsa, conferna di essere nettamente contraria ai Cie come istituzione e, di conseguenza, assolutamente contraria a vederne arrivare uno a Verona. Secondo il leader del movimento giovanile scudocrociato, Alessandro Boggian, «il Centro di identificazione ed espulsione porterà gravi tensioni e disordini causati dalle condizioni incivili esistenti tutt’oggi in queste strutture, svaluterà economicamente tutti gli immobili vicini e non garantirà minimamente la sicurezza e la tranquillità del nostro territorio».

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