VERONA – IL FALLIMENTO DEI TREMONTI BOND

MOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE COORDINAMENTO REGIONALE DEL VENETO

 

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IL FALLIMENTO DEI TREMONTI BOND

Vicenza, 20 dicembre 2006

Innanzi al perdurare della sempre più critica crisi che sta affrontando il nostro sistema economico-produttivo, torna motivo di riflessione l’ideazione e l’utilizzo dei tanti discussi Tremonti Bond.

Gli strumenti voluti dal Ministro dell’Economia e messi a disposizione degli Istituti di Credito avevano, nella loro intuizione originaria, lo scopo di sopperire alla asfittica circolazione monetaria creata ad arte dall’apparato bancario, strozzando l’accesso al credito del sistema produttivo; in particolar modo alle PMI, già vessate, come se non bastasse, dagli artificiosi e nefasti accordi di Basilea 2.

Queste le intenzioni, quanto meno, nella pubblicizzazione di questi strumenti, scaturite dalle volontà di via XX settembre.

Purtroppo, quanto sperato, ha trovato repentinamente difficoltà, se non ostacoli insormontabili, nell’atto dell’applicazione. Specificatamente i primi e principali istituti che hanno usufruito, a partire dal Banco Popolare (nato dalla fusione tra Banca Popolare di Verona e Novara e San Geminiano e San Prospero, costretta a rimediare alle porcherie realizzate con Banca Italease) e MPS, hanno fatto proprie le somme messe a disposizione, congelando le centinaia di milioni di euro usufruiti con i Tremonti Bond, al fine di sistemare e ripulire i propri bilanci, trasformando “alchimicamente” i buchi provocati dalle loro nefandezze finanziarie, in rosei utili aziendali.

Questi denari non sono così mai giunti alle imprese in forte carenza di liquidità, ma sono rimasti a spazzare e ripulire le sofferenze create e volute dai “maghi” della finanza che siedono nei CDA degli istituti bancari.

Così queste risorse, nonostante le interazioni di Tremonti e gli strali della Marcegaglia, continuano a non servire o a dare ossigeno al sistema produttivo, sempre più in difficoltà e vessato da queste stesse banche, nessuna esclusa, sempre più isteriche che, attraverso l’operato dei caporalini “preposti di filiale” continuano imperterrite ed impunite, scevre da ogni controllo da parte di qualunque organo, di tiranneggiare e a taglieggiare centinaia di migliaia di aziende e famiglie, chiudendo affidamenti, chiedendo rientri immediati, negando finanziamenti, anche dietro elargizioni di concrete garanzie… con l’unico obiettivo, di soddisfare e espletare diligentemente i dettami loro imposti dai vertici della cupola bancaria.

Oltre al danno anche la beffa, così come recentemente dichiarato dal Presidente dell’ABI Faissola, il quale ha affermato che: << non è vero che le banche non concedono credito, sono le imprese che non lo chiedono>>. Non volendo entrare nel merito, per evitare inutili “francesismi”, invitiamo solamente il Dr. Faissola, di sicuro fermamente convinto delle sue asserzioni, ad impegnarsi a ribadire quanto da lui sostenuto, in un’opportuna sede, innanzi non tanto ai rappresentanti delle varie associazioni, spesso e volentieri legati a doppio filo con gli istituti di credito, bensì direttamente innanzi a quelle migliaia di imprenditori che, oramai da mesi, si trovano quotidianamente a battagliare con quella che fino a poco tempo prima si presentava come “la tua amica banca”.

All’analisi dei fatti, i Tremonti Bond, quanto meno rivendicano i presupposti iniziali, si sono rilevati un vero e proprio fallimento e, se il Ministro Tremonti fosse davvero in buona fede (concediamoli l’errore…) si preoccuperebbe di richiedere immediatamente, coi relativi interessi, la restituzione delle somme elargite agli istituti bancari ed istituirebbe un organismo, in seno al Ministero del tesoro, che in collaborazione con il Ministero della Attività Produttive, elargisse quanto stanziato, direttamente alle imprese che, dietro regolare richiesta, ne motivino necessità e requisiti.

Solo attraverso questo fondamentale passaggio il necessario ossigeno monetario potrà ridare linfa al Sistema economico-produttivo con il vantaggio di scavalcare ed eludere il passaggio attraverso le banche usuraie e sfruttatrici.

Piero Puschiavo

Coordinatore Regionale del Veneto

Fiamma Tricolore