VERONA – PASSANTE DELLE TORRICELLE. OPINIONI DIVERGENTI NEGLI SCHIERAMENTI SULLA PROPOSTA ALTERNATIVA AL REFERENDUM

L’Arena IL GIORNALE DI VERONA Lunedì 22 Marzo 2010 CRONACA Pagina 12

PASSANTE DELLE TORRICELLE. Opinioni divergenti negli schieramenti sulla proposta alternativa al referendum Traforo, il sondaggio divide i politici Papadia (Fi): “Comitati da coinvolgere”. Miglioranzi:”Basta minoranze politico-ideologiche”. Fasoli (Pd): “Tosi ha paura” Spariglia le carte della politica, sia tra le fila della maggioranza che dell’opposizione, la decisione del sindaco Flavio Tosi di effettuare un sondaggio d’opinione sul Traforo delle Torricelle. Una scelta che chiude definitivamente la porta al referendum consultivo reclamato dai comitati. «Le opinioni dei cittadini», ha detto Tosi, «saranno ascoltate tramite un sondaggio d’opinione. E l’incarico sarà affidato a un’agenzia seria e qualificata». In questo modo, secondo il sindaco «si risparmieranno soldi pubblici e si avrà un risultato più attendibile basato su un campione di cittadini scelto su basi scientifiche». Il sostegno più convinto all’idea del sindaco, oltre ovviamente al suo partito, la Lega nord, arriva dalla Lista Tosi. «Assolutamente d’accordo visto che il referendum, costoso e voluto da una minoranza politico-ideologica contraria all’opera a prescindere, non serve perché votando il nostro programma i cittadini hanno già scelto», commenta il capogruppo Andrea Miglioranzi. «Il sondaggio», aggiunge, «è un esempio di democrazia da parte dell’amministrazione Tosi, l’importante è che venga scelto un i stituto demoscopico serio che ponga i quesiti in modo scientifico». Per Salvatore Papadia, capogruppo di Forza Italia, «se proprio si deve fare un sondaggio, non necessario dal momento che i veronesi hanno votato questa amministrazione, bisogna farlo seriamente e coinvolgere nella fase preparatoria – scelta dell’agenzia e predisposizione delle domande – anche la controparte, cioè i comitati, per dare il massimo della legittimità all’operazione». Si smarca, invece, Ciro Maschio capogruppo di An. «La decisione di indire referendum sulle grandi opere», osserva, «si dovrebbe prendere ! sulla base della legittimità non della discrezionalità. Ci devono essere regole precise, non che sia la politica a decidere, altrimenti il referendum smette di essere un istituto di democrazia diretta. Sul Traforo», sottolinea, «la nostra posizione è nota: siamo favorevoli, ma non siamo contrari al referendum. I costi? È chiaro che ci sono, ma», taglia corto Maschio, «se i quesiti sono ammissibili è giusto che si sostengano, in caso contrario no». Decisamente contrario all’ipotesi sondaggio è Roberto Fasoli, consigliere comunale del Pd. «Perché il sindaco più amato d’Italia ha paura di un referendum? Forse non è così sicuro del consenso della gente», ironizza l’esponente dell’opposizione. «Noi», esclama, «diciamo sì alla consultazione popolare e se non si raggiungesse il quorum almeno si saprebbe qual è l’opinione prevalente. E non si parli di spreco di denaro pubblico: piuttosto si risparmino soldi sui compensi nei consigli di amministrazione delle aziende». Patrizia Bravo di Verona civica è più possibilista. «Personalmente», afferma, «preferisco il referendum perché è il metodo più democratico e istituzionale ma visto che siamo già molto avanti nell’iter dell’opera la proposta d el sindaco non mi sembra una cattiva mediazione». Per Graziano Perini del Pdci il sondaggio «è una presa in giro perché è condizionato da chi lo paga mentre un referendum dà un risultato certo e garantisce la libertà d’espressione… Di questo passo», sospira, «tra poco non andremo neanche più a votare, basterà fare un sondaggio come piace a Berlusconi». Di «idea che apre la strada alla privatizzazione della politica», parla un comunicato della lista Idea Veneta che appoggia il candidato del centrosinistra, Bortolussi, alle regionali. «Nemmeno il! Presiden! Te Berlusconi, tanto amante dei sondaggi», dicono, «ci aveva ancora pensato. Naturalmente il sindaco Tosi afferma che il sondaggio sarà affidato ad un’agenzia “seria e qualificata”, ma per chi? Per i cittadini o per il committente, ovvero il Comune?».

E.S.