VICENZA – CONSIDERAZIONI DI PIERO PUSCHIAVO ED INVITO (IN ALLEGATO) ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA FIAMMA FUTURA CHE SI TERRÀ A VICENZA IL 29 MAGGIO 2010 ALLE ORE 16:00 PRESSO L’ALFA HOTEL (ZONA FIERA)

In tanti anni di politica attiva ho sempre riflettuto molto sugli stati d’animo dei camerati che ho avuto al mio fianco e con i quali ho collaborato, soprattutto in funzione di un futuro sempre più incerto e difficile da prevedere. Proprio in merito a questa previsione guardavo con attenzione a chi sarebbe stato in grado di mantenere la propria posizione e chi, magari non avrebbe retto la pressione esterna, caratterizzata da molteplici fattori, famiglia, lavoro, amici, media… La fortuna di avere a fianco “camerati” che reggono nel tempo è oramai cosa rara, tanto che le innumerevoli fratture, scissioni, strappi… hanno comportato la nascita di soggetti ora in conflitto tra loro, ora in accordo, senza mai una continuità chiara e diretta, e questo non tanto a cagione di differenti progettualità politiche, ma purtroppo, spesso e volentieri, a causa di stupide contrapposizioni personali. Mentre la politica istituzionale è oramai divenuta puro tatticismo, contraddistinto dalla grande abilità e rapidità nel fagocitare esperienze positive (o meglio utili) e nel scaricare quelle negative (o meglio scomode); con inevitabile corollario di nervosismo, incertezze, ma soprattutto incapacità di individuare lucidamente la strada da intraprendere. Una situazione che chiunque può toccare con mano, a partire dall’associazionismo numericamente irrilevante. Occorre riflettere e partire da questa base, prendendo coscienza che la sospirata via del rilancio è ancora molto lontana e, se mai arriverà, non sarà certo segnata delle attuali svariate e sempre più frastagliate componenti “identitarie”; le rivoluzioni, oggi, sono poi eventi (almeno nella forma in cui si sono manifestate in passato) assai improbabili. Se si vuole perseguire un obiettivo specifico occorre essere pazienti e altrettanto attenti. Pazienti e attenti perché il momento propizio prima o poi si manifesta. Uno ci è sfuggito di mano nel 2006, quando la legge elettorale aveva offerto su di un piatto d’argento la possibilità di eleggere parlamentari senza tante preclusioni. Un momento favorevole gettato al vento e sulle cui responsabilità non mi addentro ulteriormente per ovvi motivi… Pazienti e attenti, sfruttando il tempo a disposizione per prepararsi ed affinare le armi politiche, facendosi trovare pronti al momento opportuno. Che bisogna saper cogliere. Purtroppo la mentalità secondo cui per andare alla guerra, oltre ad incarnare la via del guerriero, occorrono sia le armi appropriate sia la competenza nel saperle maneggiare, non alberga più in quelli, e sono tanti, che pensano sia sufficiente “vestirsi” da soldato per esser pronti alla battaglia. Questa è la sindrome che da anni condiziona la logica di chi manifesta, talvolta a sproposito e spesso immeritatamente, la propria appartenenza ideale ad un mondo che, nella maggioranza dei casi, se avesse concretamente vissuto, lo avrebbero relegato a pelar patate. Non possiamo negare che è necessaria la consapevolezza di tutta una serie di fattori senza i quali non è possibile dichiarare guerra a nessuno. Non è possibile ignorare alcuni punti di partenza imprescindibili: cognizione di causa, disciplina ed organizzazione. Nel nostro caso la dimostrazione l’abbiamo avuta lo scorso anno ed il risultato conseguito al Congresso Nazionale conferma la difficoltà di far capire ai nostri militanti quali sono le basi fondamentali per tentare di vincere. Ora, chi si è sentito sconfitto, e questo non sono certo io, si sta allontanando per l’ennesima volta verso altre congreghe in attesa che il “Duce” venga a riportare l’unità di una fantomatica “area” di camerati che è tale solo nelle menti di chi coltiva simili chimere; un “Duce” che ovviamente riporterà il “Fascismo” al potere. Non voglio irridere o biasimare chi culla tali convinzioni o comunque intende perseguire altre strade, ma voglio chiarire che personalmente la vedo in maniera assolutamente diversa. Pur essendo sempre rimasto intransigente e fermo sui principi cardine, è bastata la scelta di perseguire la strada cosiddetta istituzionale perché qualcuno voltasse le spalle. Ora si parla di confronto politico e altri ancora girano le spalle. Le giustificazione rimangono sempre più o meno simili, ma sostanzialmente a mio avviso risibili, a partire dalla abusata affermazione: “la politica partitica non mi appartiene”. Meglio così! Ho sempre creduto fortemente in ciò che ho proposto e perseguito e oggi sfido chiunque a muovermi critiche e quant’altro sulla mia visione, attuale e futura. Ora diamo concretezza ad un progetto politico all’interno della Fiamma Tricolore, Cosa che presenterò ufficialmente a Vicenza il prossimo 29 maggio alle ore 16:00, sperando sia condiviso e sostenuto da chi vede nel pragmatismo (comunque centrato) e soprattutto nella perseveranza e nella competenza le armi principali che mi auguro vincenti.

L’invito è aperto a chi guarda al futuro nella realtà di oggi!