VITERBO – Adami di Fiamma Tricolore: “Noi lontani dalla politica, ma vicini alla gente”

http://www.tusciatimes.eu/j2/politica/3031-adami-di-fiamma-tricolore-noi-lontani-dalla-politica-ma-vicini-alla-gente
Data pubblicazione Giovedì, 23 Maggio 2013 21:50

GallianoTrosciaGiovanniAdamiFuori dal Bar Schenardi forze di polizia in borghese presidiano il luogo scelto da Fiamma Tricolore per chiudere la campagna elettorale in vista delle ormai imminenti elezioni. E, vista l’assoluta tranquillità e giovialità dell’incontro, più di qualcuno si è chiesto se fosse realmente necessaria tale presenza.

Pensieri maliziosi a parte, la serata si è aperta con le dichiarazioni mai banali del commissario cttadino Leonardo De Angeli: “Fiamma Tricolore non è un partito che arriva a 90 giorni dalle elezioni e vi bombarda con cultura, terme, arsenico, ecc. Non abbiamo tempo di organizzare una ‘campagna elettorale’. Noi abbiamo fatto in tre mesi quello che gli altri non hanno fatto. Abbiamo tentato di aiutare 40 famiglie che delinquenti hanno sfrattato con la violenza. Abbiamo fatto in questi mesi quello che doveva fare il Comune, l’Ater, abbiamo chiamato Striscia la Notizia.

Quando Gimmy Ghione ci ha chiesto chi eravamo gli abbiamo risposto Leonardo De Angeli, Giovanni Adami, non di che partito fossimo. Non abbiamo preso l’aereo, ma invece abbiamo preso la prima altalena per bambini disabili a Viterbo.20130523 181022 Muroni ci ha dato una mano. Per legge è obbligatorio mettere un massetto in cemento a Prato Giardino (costo 4mila euro) e l’assessore Muroni ci ha garantito il suo appoggio. Noi non ghettizziamo nessuno: il bambino disabile non è un handicappato, è un bambino con problemi che va aiutato, non ghettizzato. 22 candidati più un candidato a sindaco per spesa totale per la campagna elettorale di 500 euro. Il resto l’abbiamo lasciato a Viterbo, abbiamo fatto fiaccolate per il centro storico. Ci hanno detto ‘Sì ma voi non siete andati alle adunanze con gli altri sindaci’. Perché Giovanni stava lavorando. Ecco perché. Fiamma Rosa, poi, è un ente assistenziale più che un partito politico. C’è chi ha speso 120mila euro. Ed io mi sono permesso di dire: “Per quale motivo quelle 120 mila euro, o magari un piccola parte, diciamo 30mila euro, non li hai donati all’asilo nido?”. No. Meglio i volantini per terra… Ringraziamo la presenza della Digos che ci fa stare tranquilli e ci protegge”.

Queste invece le parole di Isabella Grossi, coordinatrice di Fiamma Rosa: “Abbiamo instaurato con i nostri concittadini un grande rapporto per poter aiutare ciascun cittadino. Parleremo poco del nostro programma perché l’abbiamo già presentato. Tante cose è necessario fare, ma partendo dal piccolo, dalle basi forti, dai mattoni ed i mattoni non costano tanto. Parlare e capire il punto di vista dei commercianti è importante. La chiusura del centro storico: pochi rispondono alla solita domanda ‘Lo chiudete?’. Noi abbiamo detto la nostra: il centro storico va chiuso con orari prestabiliti. Lasciando la possibilità di lavorare i commercianti. Considerare LogoFTgli orari e la possibilità di arrecare turismo nella nostra città. Facendo soprattutto strutture e servizi adeguati. Non esistono fermate per nostri bus elettrici. Una commerciante di via Garibaldi che ha raccontato che vedeva le navette passare, ma la gente non riusciva a salire, perché bisogna fermare le navette con il braccio. Ma una signora anziana con la spesa come fa? LaPromessadellaFiammaNoi continueremo a stare vicino ai cittadini, non solo i commercianti. Abbiamo visto che ci sono centri polivalenti che svolgono attività e servizi meravigliosi, danno esempio e forza ai giovani con il volontariato di persone anziane, se vogliamo chiamarle così, che fanno delle cose davvero importanti. Fiamma Rosa è solo un veicolo di Fiamma Tricolore. Abbiamo scoperto che le tradizioni vengono ancora portate avanti. Al centro sociale polivalente sono anni che chiedono al Comune di riparare una luce al neon, o di togliere la muffa. Ci sono rimasta male e abbiamo pensato noi a soddisfare con queste piccole cose le loro esigenze. Credo che questo significhi stare vicino alla gente. Non ci mancherà la forza di affrontare i problemi più grandi della città.

IsabellaGrossiPoi si presentano alcuni dei candidati e De Angeli spiega: “Ciascun candidato ha la sua valenza sociale e professionale, il proprio ruolo. Li abbiamo scelti in modo da avere la persona giusta al posto giusto”. Galliano Troscia, titolare di una pizzeria molto nota in città, si è presentato così: “Riuscire a fare qualcosa di buono per Viterbo. Ecco cosa vorrei fare, semplicemente. Tanti candidati che parlano del commercio, ma di commercianti non ne ho visti tanti”. Alba Eleuteri,20130523 184704 insegnante di Roma, ha dato una bella immagine di quello che dovrebbe essere lo spirito con cui un cittadino ‘sale in politica’, a prescindere dalle idee proposte: “Non pensavo di fare politica… Con Isabella è nata una bella empatia, stessi valori, stessi principi. Sono felice di rappresentare una città che mi ospita. Scusate, tra un po’ mi commuovo… Ho parlato con i commercianti e dopo un’iniziale diffidenza si sono confrontati. Noi donne siamo capaci di gestire il patrimonio. Se ci sono 1000 euro se ne spendono 500, se ce ne sono meno, ci arrangiamo. Scusate non sono una politica incallita… In classe di mio figlio si sono 15 bambini extracomunitari e 5 italiani e così non va bene, non c’è proporzione”.

20130523 185313Poi sfilano Biagio Raucci e Magda Businari: “Sono dell’Alta Italia, ma amo tantissimo VT, ho conosciuto queste persone meravigliose, ci siamo aperti e ho dato un piccolo aiuto, soprattutto ho imparato a conoscere le persone della città e l’approccio è stato piuttosto favorevole, devo dire. Mi occupo di acqua da tanti anni e la mia esperienza la metto a disposizione della città”.

De Angeli ha ricordato come in sala ci fosse uno dei pochi reduci della Repubblica Sociale Italiana e poi ha rivolto un “enorme ringraziamento” a Pecorella, una persona che ha fatto tanto per Viterbo ma che nessuno conosce e di cui la stampa non parla mai.

Quindi arriva il turno del candidato sindaco Giovanni Adami: “Mi manca un po’ di voce, forse in questi giorni abbiamo parlato un po’ troppo. Ci ho pensato prima di accettare, ma avevo deciso in realtà fin dall’inizio. Nove anni passati al comando della Macchina e ho scoperto cosa significa fare del bene alle persone. Non potete immaginare quante persone venivano a chiedere un aiuto, un lavoro, una casa e tantissime altre cose. Abituato come ero, bussando alle porte con la mia carica spesso si aprivano. Lasciati i facchini in un momento che non avrei voluto, però in questi sei anni mi è mancato il contatto con la gente anche se andavo in giro, mi salutavano, mi dicevano tante cose. Questo contatto come poteva proseguire? Entrando in un movimento o un’associazione che facesse qualcosa per la gente. La politica? Cose assurde con persone che prendono cifre astronomiche. Noi per due mesi ogni volta che servivano soldi abbiamo messo mani al portafoglio. Interessarsi dei problemi della città per me è una grossa prova. Innanzitutto non abbiamo grandi poteri, i poteri li cerchiamo dagli elettori. Non vogliamo ‘comandare’, vogliamo evitare gli sprechi. Il centro storico va rilanciato. Oggi la situazione è questa: negozi che chiudono, invidie, commesse che passano da un negozio all’altro e sono solo sfruttate. Il centro storico va chiuso”.20130523 191900 3

Ma una signora obietta: “Prima fate i servizi, poi chiudete”. “Chiudere il centro non è semplice – ribatte Adami – Basta prendere da esempio Siena o altre città che hanno chiuso il centro dopo aver creato servizi e navette che funzionano. Qui ci sono bus sempre mezzi vuoti. Devono essere riorganizzati. Vanno riaperte le botteghe. A San Martino due ragazzi hanno aperto un bar e dopo due mesi sono in fase di chiusura perché è arrivata la Finanza e gli ha fatto tremila euro di multa. Facciamoli respirare questi ragazzi, sennò muore tutto qui”. “Gli anziani dei centri polivalenti hanno una verve incredibile. Nei giorni scorsi ho visto un trantran di candidati tutti intenti a mercanteggiare. Noi non siamo andati lì per fare promesse e prendere voti, ma perché fare il sociale è nel nostro dna, è nel nostro dna aiutare la gente”.

“Quando c’è stato il Conclave Viterbo è balzato agli onori della cronaca per essere stata la città con il Conclave più lungo della storia. Il turismo non è solo Santa Rosa. A Viterbo non c’è un parcheggio per gli autobus turistici, non c’è una piazzola per i camper. A Civitavecchia scendono diecimila visitatori a settimana. Non c’è un autobus che viene a Viterbo, vanno a Orvieto, a Perugia, a Siena. Perché? Perché questi signori non si abbassano a fare una convenzione per portare i flussi di turisti nella città”.

“10-15 milioni spesi con progetti altisonanti e la città fa pena. Immondizia dappertutto. Nei grandi centri c’è tutto il giorno lo spazzino con la ramazza e sono sempre puliti”. “Non c’è nessuno che controlla!”. “E’ vero!” si alzano veementi le voci della platea.

“Dovrebbe succedere qualcosa di grande per far sì che vinca io. Ma se vinco state tranquilli. Un giorno una persona mi ha detto ‘lei è coraggioso, come ha portato la Macchina ora porta sulle spalle questo simbolo’. Ma guardate che Fiamma Tricolore è fatta soprattutto di brava gente, gente che lavora. Uno pensa che ci si riferisca a personaggi e storie del passato. Non è così”.

“Queste persone che sono al potere da trent’anni devono andare al casa”. “Speriamo…” sospira una signora. Poi, con qualche minuto di ritardo, arriva anche il segretario nazionale di Fiamma Tricolore Luca Romagnoli: “In questi giorni siamo impegnati anche a Roma con le elezioni e sicuramente lì sarà più difficile per noi toglierci qualche soddisfazione… Voi avete anche modo di parlare alla gente, cosa che a Roma è impossibile fare. Avete messo in questa operazione tante belle idee, oltre all’impegno e alla volontà, siete un motivo d’orgoglio. Giovanni è un candidato sindaco che sa cosa significa la disponibilità verso l’altro. Da questo punto di vista non abbiamo nulla da invidiare agli altri schieramenti. Crediamo di essere non solo portatori di idee, ma di progetti concreti. Eppoi se un’idea è buona, anche se viene dal tuo avversario, sempre una buona idea rimane. Non ascoltare le idee significa non rispettare l’avversario. Se solo questo concetto fosse più diffuso… Almirante lo diceva: votare uno di Fiamma significa mettere un carabiniere a controllare. Il primo risultato l’abbiamo già raggiunto perché ci siamo. Io non ho dato a loro nemmeno un centesimo”. “Anche perché non ce li abbiamo” fa il segretario provinciale Marco Calisti. “Da anni – riprende Romagnoli – purtroppo, non abbiamo più i rimborsi elettorali. Siamo un partito che vive grazie all’entusiasmo della gente. Può sembrare un limite? Per me è un orgoglio. Non siamo molti che si possono permettere questo. Già mettere un simbolo su una scheda per noi è già una vittoria. Ora serve il successo, altrimenti lamentarsi non serve a niente…”.

In chiusura ancora Calisti: “Sono un vecchio settantino, però seguendo gli ordini del nostro candidato, abbiamo fatto una campagna ecologica, senza imbrattare, senza volantini”.

Scritto da Emanuele Faraglia