VITERBO – “Emergenza sociale”. Una soluzione urgente

(NewTuscia) – VITERBO – Tra tutti gli articoli dei politicanti viterbesi che, puntualmente 60 giorni prima delle elezioni, si svegliano dal lungo letargo e  cominciano a promettere  come al solito, terme luculliane, turismo a profusione , quatieri industriali interplanetari e lavoro per tutti, non nascondo di sentirmi un tantino sottotono e, di conseguenza che  le mie argomentazioni obsolete rischino di sembrare troppo “normali” al confronto con i faraoni della politica, ma a me personalmente, e a noi di Fiamma Tricolore il rischio di parlare della gente comune piace molto, e quindi vorrei continuare ad occuparmi di chi oggi vive in condizioni che sfiorano la soglia della povertà sociale. Vorrei poter raccogliere a breve , dopo mesi di contatti, consensi da parte dei proprietari di centri commerciali o semplici supermercati di piccole e medie dimensioni, e proporre loro quel che già da tempo accade in altre regioni d’Italia.

Con una particolare attenzione a chi ha famiglia, e grazie alla nostra politica oltraggiosa, non ha più un lavoro, riuscire a stipulare una sorta di contratto di scambio non sottoposto a pagamento in denaro e bypassante la legge fornero, quindi libero da tasse e pazzie fiscali varie,  limitato nel tempo e subordinato allo svolgimento dei piccoli lavori quotidiani, come ad esempio immagazzinaggio, stoccaggio delle merci scadute, assemblaggio materiali da gettare o riutilizzare, imbustaggio della spesa alle casse, gestione dei carrelli della spesa, o più semplicemente  piccole commissioni in città, insomma lavori talvolta umili che non abbisognano di particolari requisiti, ma al tempo stesso preziosi e che spesso sottraggono personale regolarmente stipendiato dai loro dovuti compiti , il tutto, in cambio di una sola busta della spesa a fine giornata per  far fronte agli impellenti bisogni quotidiani della famiglia. Inoltre, cercare di combattere la normativa che vieta , sempre ai gestori dei supermercati, di donare all’ora di chiusura i prodotti freschi di giornata non riproponibili e non restituibili,  alle persone bisognose che potrebbero trarre un enorme beneficio  dai quintali di prodotti alimentari che oggi finiscono, in barba alla crisi, nei contenitori della differenziata.

Sottolineando che non ci stiamo inventando nulla, in quanto nella sola Emilia Romagna ben 450 famiglie sono già interessate da questo tipo di temporaneio scambio-solidale, con un po’ di sana buona volontà potremmo arrivare ad eguagliare l’Emporio Portobello, che nella città di Modena raccoglie persone in difficoltà ed in cambio di servizi socialmente utili, distribuisce buoni spesa da utilizzare come contante ma solo per generi alimentari di prima necessità. Se e’ vero che il nostro paese versa oggi in condizioni paurosamente simili a quelle dell’immediato dopoguerra, sarà altrettanto vero che si dovrà tornare a fare ciò che in quei tempi era di normale amministrazione, e tentando di superare le difficoltà fiscali, dare un aiuto a chi oggi ha dei figli da mantenere, o semplicemente una pensione da terzo mondo. Quindi, rivolgendomi ai politici, proporrei di interrompere momentaneamente i fantasiosi progetti faraonici ad effetto, ed unire le forze affinchè questa campagna elettorale, adeguandosi alla nostra odierna situazione, divenga una campagna di solidarietà civile, che finalmente porti a guadagnarci i voti che i cittadini riterranno opportuno.

Leonardo De Angeli – Fiamma Tricolore Viterbo