VITERBO – “Subito indicazioni turistiche per la via Francigena”

Viterbo – Lo chiede la coordinatrice di Fiamma Rosa, Isabella Grossi

           “Subito indicazioni turistiche per la via Francigena”

Riceviamo e pubblichiamo – Pongo la dovuta attenzione su luoghi impregnati di storia e religione, ed esempio di potenziali ricchezze anche turistiche mal sfruttate e/o troppo spesso lasciate addirittura in stato di totale abbandono. In vista della prossima bella stagione, Fiamma Rosa intende infatti fare leva sull’assessorato competente e ottenere una serie di segnaletiche turistiche di colore marrone, da apporre nei pressi della rotonda di Valle Faul, in Strada Bagni poco dopo le Terme dei Papi, al bivio della Strada S. Ilario, e all’incrocio sulla medesima che divide ponte Camillario dalla Via Francigena. Questo al fine di evitare che i tanti turisti che intendono seguire la mappa cartografica, evitino di vagare invano per campi e coltivazioni e nel contempo non venire accusati dai turisti stessi di incuria e mal gestione delle risorse. Dopo aver lanciato il mio appello per la strada Francigena, il Ponte Camillario e la Tomba di Sant’Ilario e Valentino, ho ricevuto con gioia ulteriori notizie di estrema rilevanza, da parte dell’associazione “Don Armando Marini”, con le quali mi si illustrava quanto da loro svolto per mantenere in buone condizioni la tomba e l’area circostante. Da qui la mia ferma convinzione che bisogna prendere esempio dell’iniziativa privata di questa associazione costituita da semplici cittadini e nata in memoria di Don Armando Marini, parroco di Viterbo, scomparso nel 1996, noto oltretutto anche per sue ottime iniziative sociali, ha persino comprato a sue spese alcune piccole particelle di terreno, per poter permettere l’accesso pubblico alla tomba che ricadeva su terreni privati. Se dunque, Fiamma Rosa ritiene doveroso fare un grande elogio pubblico a questi cittadini che credono nella generosità del volontariato per quanto fatto fino ad ora e per quello che continueranno a fare, è anche vero che un’area del genere dovrebbe essere gestita e mantenuta in essere almeno con il contributo delle istituzioni preposte. Riteniamo impensabile che nessuno organo preposto abbia seguito con sufficiente interesse o abbia agito per la salvaguardia di certe opere, come anche il ponte Camillario, che si trova nel centro di un percorso turistico pubblicato sulle guide di tutto il mondo. Una tale ricchezza storica, ribadisco, sarebbe di facile gestione e potrebbe essere oltre che motivo di orgoglio turistico nazionale e internazionale anche una conseguente fonte economica per la città. E’ arrivato il momento che niente sia lasciato al caso, sarebbe utile prendere esempio da iniziative private di gente generosa, che non dimentica e almeno prova a fare qualcosa per non perdere il nostro patrimonio. Le donne di Fiamma rosa sono disponibili nel loro operato a raccogliere idee in proposito ed a proporre iniziative tali da poter avvicinare il grande operato dei privati alle istituzioni.

Isabella Grossi
Coordinatrice Fiamma Rosa