L’AMBIENTALISMO CHIC E SALOTTIERO DI GRETA THUNBERG

L’AMBIENTALISMO CHIC E SALOTTIERO DI GRETA THUNBERG
La giovane attivista svedese Greta Thunberg, che si è impadronita della scena mediatica da anni a questa parte a causa delle battaglie per l’ambiente di cui si è fatta portavoce, non è che l’ennesimo modo che il potere imperante ha trovato per far credere al mondo di avere la volontà di occuparsi di determinati problemi, salvo poi, come sempre, lasciarli in fondo all’agenda dei temi su cui discutere.
Siamo troppo cresciuti e conosciamo troppo bene determinate dinamiche per credere illusoriamente che un’adolescente abbia potuto, da sola, meritarsi tutta questa attenzione, che non è stata mai riservata ad altre organizzazioni  le quali pure ponevano sul tavolo le medesime istanze.
Per il sistema Il “difetto” di queste ultime è sempre stato quello di collegare i problemi ambientali a quelli sociali ed economici, mettendo in discussione quindi il capitalismo come modello di sviluppo.
Greta invece, beniamina di giornali come “Repubblica”, “ L’Espresso”, o “Il Giornale”, nonché di tutti i principali canali di informazione statunitensi, fa una cosa che risulta essere molto utile ai potenti del mondo: distacca completamente le questioni ambientali dal resto, settorializzando un tema che invece dovrebbe, insieme ad altri, comporre un mosaico che mostri l’inadeguatezza del sistema economico nel quale viviamo.
Ma questa considerazione, seppur giusta e determinante, non basta per comprendere la ragione della notorietà di quella che ormai pare essere diventata una sorta di “bimba prodigio”: per capirne i motivi si deve forse far riferimento al fatto che i suoi genitori siano una cantante d’opera, Malena Ermann, e un attore, Svante Thunberg.
Ciò indubbiamente colloca Greta in una categoria di persone privilegiata, e spiega i motivi per i quali a lei viene data la possibilità di esprimersi e parlare in determinati consessi, che di certo a qualsiasi persona “del popolo” verrebbero preclusi aprioristicamente.
I potenti, i grandi capitalisti, privi di ogni umanità hanno visto in lei non una persona , ma uno strumento da “pompare”, avvalendosi dell’aiuto di un’informazione sempre solerte nello svolgere il ruolo di ancella del potere, e poi utilizzare per far entrare anche la protesta sul clima in un circuito democratico, lobbistico e, chissà, elettorale.
Attraverso l’immagine di questa giovane ragazza, purtroppo affetta da alcuni problemi mentali e psicologici, si vuole convogliare anche questo tipo di dissenso nel grande recinto capitalista, dentro il quale convivono consenso e dissenso, e tutto si mercifica per diventare profitto.
Alla testa di battaglie giuste il sistema punta a metterci persone manovrabili, quando non sue dirette emanazioni.
Occorre che la logica dell’identità, del “sangue e suolo”, da cui non può non discendere un AUTENTICO rispetto per il territorio,  permei le lotte per l’ambiente, ponendo come finalità delle stesse il rovesciamento di questo modello di sviluppo, il quale, oltre a non garantire la sicurezza ai lavoratori, per la stessa logica del profitto lascia che il nostro pianeta si inquini, che l’aria si riempia di sostanze nocive, che si producano sempre più case, automobili, intaccando così l’ambiente in nome della “produttività”, mantra del capitalismo fin dalla sua affermazione.
Ecco perché solo una rivoluzione nazionale e sociale, che in Italia può verificarsi  solo attraverso il Movimento Sociale Fiamma Tricolore,  può finalmente abbattere ciò che ha dimostrato di aver fallito: il capitalismo.
Ogni scorciatoia, ogni compromesso, ogni tentennamento, saranno utilizzati da chi oggi detiene il potere e l’informazione per stroncare sul nascere qualsiasi possibile minaccia, e continuare ad operare come sta avvenendo.
Non esiste un capitalismo buono, “simpatico”, ecologista. Esiste il capitalismo, quello di sempre, che sfrutta, umilia, priva di ogni dignità e toglie il futuro.
Resta solo da scegliere: o lo si accetta o si decide di lottare.
Gioventù della Fiamma

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