L’EUROPA DEL MITO CONTRO L’EUROPA DELLE BANCHE: PERCHE’ DOBBIAMO SENTIRCI EUROPEI

Solo un passaggio dell’Europa dall’assetto liberista ed economicista attuale ad uno sociale, identitario, patriottico e tradizionale può dare al Vecchio Continente il ruolo centrale che gli compete e che da decenni gli è stato tolto. La sconfitta dell’ Asse e il conseguente trionfo delle orde bolsceviche ad est e del grande capitalismo ad ovest ha significato il tramonto definitivo dell’Europa, la quale, da espressione di civiltà, si è trasformata in una sorta di filiale di banca, dove in  pochi decidono le sorti di milioni di persone. Le radici greco- romano- germaniche, (concretizzatesi nell’Impero Romano prima, nel Sacro Romano Impero poi e nei movimenti nazionali che hanno animato l’Europa nel secolo scorso più di recente), che avevano formato la base comune a tutti i popoli continentali su cui poi si innestavano le importantissime identità nazionali che caratterizzavano ogni singolo Stato, sono state distrutte in nome della finanza e del profitto. C’è chi, anche tra i “sovranisti” o presunti tali, vorrebbe disfarsi dell’Europa e fare dell’Italia una sorta di monade vagante nel Mediterraneo: nulla di più errato. L’Europa deve esistere, ma deve essere radicalmente opposta a quella che è ora: se l’Unione Europea venisse come auspichiamo distrutta, ma ad essa si sostituisse una sequela di Nazioni l’una sconnessa dall’altra l’unico effetto sarebbe il compimento del progetto predatorio ai danni del nostro Continente; saremmo infatti inghiottiti dalle grandi potenze come la Cina e gli Usa, e il progetto di Yalta diverrebbe definitivamente realtà. L’attuale assetto invece dovrebbe lasciare posto a quell’Europa dei popoli e delle Nazioni che il Movimento Sociale Italiano declinava durante la prima repubblica, e che oggi propone, in assoluta continuità ideale, il Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Un’Europa in cui le singole identità concorrano attivamente a formarne una comune, che rappresenti un baluardo civilizzatore che sappia respingere le lusinghe dei dollari e delle dittature comuniste. Dare luogo insomma, a quella terza via che i nostri nonni sognavano, e che noi, testardamente, vogliamo continuare a perseguire. Lo dobbiamo a loro, e alla nostra Storia e anche a chi, a Fiuggi, nel lontano 1995, decise di dire di no a poltrone sicure in nome della più mediterranea di tutte le idee.

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