L’UMANESIMO DEMOCRATICO PRODUCE LE SARDINE, NOI FIGLI DI IDENTITA’ E TRADIZIONE

L’UMANESIMO DEMOCRATICO PRODUCE LE SARDINE, NOI FIGLI DI IDENTITA’ E TRADIZIONE
A circa nove mesi dall’inizio dell’attuale situazione pandemica si possono iniziare, seppur questa sia ancora in essere, a fare i primi bilanci; in questa sede non vogliamo soffermarci sui numeri, sulle vittime, sui guariti o sui contagiati, ma sulla gestione della vicenda da parte della politica italiana che è stata chiamata a prendersene carico. Si può assolutamente affermare senza tema di smentita che  l’esecutivo non ha saputo spiegare sufficientemente bene ai cittadini la finalità delle misure restrittive alle quali sono stati obbligati a sottoporsi.
Quello che è mancato è stato dare un senso profondo a tutto questo, ossia far capire agli italiani il motivo per cui  ci si è trovati in una determinata situazione, e il come è stato deciso di uscirne.
Dare un fine ultimo  a questi enormi sacrifici e stabilire in maniera progettuale verso  quale tipo di  società si voglia andare  alla fine di questa ennesima calamità figlia del tempo del capitalismo imperante, comunicandolo in maniera chiara,  avrebbe aiutato le persone a seguire le regole che ci sono imposte non per il timore di una sanzione economica , ma perché, essendo coinvolte in  un qualcosa di più grande, avrebbero compreso che il sacrificio individuale di ognuno avrebbe assunto un valore importante per l’intera comunità nazionale. Questo è quanto si sarebbe fatto in uno Stato etico, che pone il benessere morale e fisico dei cittadini in testa ai suoi obiettivi; uno Stato che comprende che senza questo fondamentale presupposto nulla di positivo può essere costruito.
Viceversa in un governo che è diretta emanazione del liberismo abbiamo assistito all’esatto contrario. Non si è saputo e, quello che è più grave, non si è voluto minimamente accompagnare le persone unendole verso una meta comune, ma le si è lasciate completamente (e volutamente) abbandonate nello sbaraglio più assoluto.
Come hanno reagito le generazioni più giovani a tutto questo? Ovviamente in maniera disorientata, sconnessa disgregata. Il problema è sempre lo stesso: ai giovani mancano dei riferimenti culturali e valoriali che li aiutino a dare un senso a ciò che fanno; in un contesto in cui tutto ciò non c’è ognuno si rifugia in sé stesso, cercando il protagonismo individuale e pensando unicamente alla propria esistenza, in modo assolutamente privo di ogni prospettiva. Il giovane oggi va in giro da solo, sempre quando non è a casa a trastullarsi tra cellulari e computer, pensa giorno per giorno, e quando ha un gruppo di amici gli interessa solo mettersi in mostra; di politica non ne parla, e quando se ne interessa i riferimenti che vede sotto i riflettori sono personaggi come i responsabili delle Sardine, che, non a caso, con la pandemia sono tornate in auge.
Questi figli di Soros e Prodi, che oscillano tra immigrazionismo, ecologismo sessantottino e filo omosessualismo, vengono esposti quasi quotidianamente alla luce dei riflettori, venendo invitati quotidianamente in trasmissioni che hanno milioni di spettatori.
Questo perché costoro incarnano il giovane che il sistema vorrebbe: un finto rivoluzionario che finisce per servire, consapevolmente o no, il potere. Le sardine, con le loro manifestazioni, fanno combattere ai giovani “battaglie” che vanno  sempre nella direzione di  ciò che il sistema auspica, e il pranzo di qualche tempo fa a casa dei Benetton lo dimostra.
Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore intende formare una gioventù diversa; che non si lasci “imboccare” dai vari Giovanni Floris, Lucia Annunziata e simili, ma che sappia crescere libera e ribelle, assorbendo valori antichi ma non per questo non validi, per restare in piedi tra le rovine e non lasciarsi travolgere dalla decadenza che ci circonda.
Gioventù della Fiamma

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