MODELLO AMERICANO? NO, ROMA CAPUT MUNDI

 

MODELLO AMERICANO? NO, ROMA CAPUT MUNDI

Poco ci interessa solitamente di quello che accade negli Stati Uniti d’America, una nazione storicamente nemica dell’Italia, e, più in generale, del continente europeo, che nel 1945 è stato colonizzato dalla bandiera a stelle e strisce. Tuttavia quello che è successo nelle recenti elezioni statunitensi deve far riflettere anche noi, e farci capire quanto è grande il problema che abbiamo davanti. Donald Trump non è certo affine a noi politicamente, infatti è un liberista al cento per cento; ma a lui va riconosciuto l’essersi posto contro una serie di poteri, occulti o svelati, che da decenni muovono i fili della politica americana e, attraverso essa, di quella mondiale. Il fatto che sia stato defraudato, e che, da Presidente ancora in carica di quello che resta lo Stato più potente al mondo sia stato più volte redarguito dai social come se fosse l’ultimo degli utenti, serve a comprendere quanto tutto spinga verso un assetto globalizzato in senso democratico- progressista. Cosa succederà da ora in poi con Biden alla guida degli Usa? Nulla, se non che gli Stati Uniti riprenderanno con forza la loro politica di stampo imperialista, aggredendo stati sovrani e popoli oppressi, come hanno sempre fatto. Trump ha rappresentato sotto questo punto di vista un elemento di rottura, prontamente rimosso per continuare a perseguire gli scopi di sempre. Per noi, che al sogno americano abbiamo sempre preferito Roma imperiale, continua la battaglia contro  chi si arroga il diritto di decidere il destino di tutti, perché vogliamo scegliere da uomini liberi quali siamo sempre stati il nostro avvenire.

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